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giovedì 18 dicembre 2014

Ricordiamo qualche classico (2): sesso e cibo ne ”La città del sole”

Abbiamo parlato, qualche settimana fa, di come Tommaso Campanella un domenicano del XVII secolo, avesse immaginato una città-stato ideale, “la città del sole” appunto, governata con saggezza e nella quale l’insegnamento aveva dei notevoli caratteri di  modernità. Questo stato ideale era costruito su forti (e perfino forzati) criteri di comunitarismo. Non solo non esisteva alcuna ricchezza materiale personale, ma non esisteva nemmeno la famiglia perché gli atti sessuali erano finalizzati alla procreazione di potenziali cittadini ideali che sarebbero stati, comunque, allevati in comune. L’atto sessuale procreatore non poteva esser compiuto prima dei 19 anni per le donne e prima dei 21 per gli uomini. Tuttavia,  per “quelli più molestati da Venere” si poteva fare un’eccezione: sempre sotto la tutela di un “offiziale” (una sorta di sacerdote) potevano essere organizzati accoppiamenti con donne sterili “per non fare in vaso indebito”.
L’atto sessuale, finalizzato alla sola procreazione, è quindi privo di qualsiasi libera scelta del partner perché gli accoppiamenti li decidono infatti offiziali medici con lo scopo esplicito di migliorare le caratteristiche psico-fisiche della popolazione. 
Campanella li avrebbe messi insieme?
Tra i criteri applicati c’è quello di perseguire un equilibrio tra le caratteristiche dei partner: se la donna è grassa, l’uomo sarà magro, se la donna è molto bella, l’uomo deve essere molto saggio e via programmando. Perfino l’ora del coito è decisa non dagli interessati, ”ma dall’Astrologo e dal Medico”. Mentre si attende il momento più propizio per la riproduzione, uomo e donna interessati sono curati, istruiti e seguiti da “offiziali” e “maestre”.  Ma gli offiziali  “che son tutti sacerdoti, e li sapienti non si fanno generatori, se non osservato molti giorni più condizioni” dei comuni mortali … perché, spiega il filosofo e teologo Campanella, queste persone “… per molta speculazione han debole lo spirito animale, e non trasfondeno il valor della testa, perché pensano sempre a qualche cosa; onde trista razza fanno. Talché si guarda bene e si donano questi a donne vive, gagliarde e belle …”
Oltre questa teoria del miglioramento della razza, attraverso la compensazione psico-fisica tra i partner, c’è un altro passaggio, a proposito del quale uno sente qualche brivido per la schiena e rischia perfino di pensare che, in fondo, un po’ di prigione, a Tommaso Campanella poteva anche star bene: che succede, ne “la città del sole”, con gli omosessuali? “Se si trovano in sodomia, son vituperati, e li fan portare due giorni legata al collo una scarpa significando che pervertiron l’ordine e posero li piedi in testa, e la seconda volta crescen la pena finché diventa capitale”.
Dato che abbiamo, di fatto, invertito l’ordine dei concetti del titolo di un film molto divertente “Mangiare bere uomo donna” passiamo ora al cibo (e qui ce n’è anche per i vegani...)
La voce narrante de “La città del sole”, Messer Genovese, racconta: “Or essi mangiano carne, butiri, mele, cascio, dattili, erbe diverse, e prima non volean uccidere gli animali, parendo crudeltà; ma poi vedendo che era crudeltà ammazzar l’erbe, che han senso, onde bisognava morire, consideraron che le cose ignobili son fatte per le nobili, e magnano ogni cosa. Non però uccidono volentieri l’animali fruttuosi, come bovi e cavalli. Hanno però distinti li cibi utili dalli disutili, e secondo medicina si serveno; una fiata mangiano carne, una pesce ed una erbe e poi tornano alla carne per circolo, per non gravare né estenuare la natura. Li vecchi han cibi più digestibili, e mangiano tre volte al giorno e poco, li fanciulli quattro. La comunità due. Vivono almeno cent’anni, al più centosettanta o duecento al rarissimo.” Infine, ne "la città del sole" mangiano solo cibi di stagione e il vino può essere bevuto, ma annacquato, tra i 19 e i 50 anni, dopo di che, i vecchi possono berlo senza acqua. 
Decisamente la moderna dietetica non ci ha insegnato niente di nuovo.
(giacomina cassina)    

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