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giovedì 4 dicembre 2014

(Reggio nell'Emilia, 10 aprile 1920 – Poli, 4 dicembre 1999), Nilde Jotti

“Con tanta freschezza e impeto entrava il tuo sorriso nella mia vita che sembrava tutto rimuovere. Te l’ho detto una sera; come una striscia di sole in una stanza buia”.
 ecco come ricordarLa. con le lettere d'amore...


“Tu mi hai dato ciò che nessuna donna… Ho abbandonato me stesso a te come mai avrei pensato che avrei potuto fare. Forse era stata troppo forte la tensione continua di questi due anni e irresistibile il richiamo che da me stesso veniva. Ma forse è vera la cosa più semplice di tutte — che ti voglio bene. Senza di te non so pensare la mia vita”.
“Non credevo che avrei tanto sofferto, di non ritrovarti, di non sapere quando ti ritroverò, di non avere nulla di te, di non sapere quando l’avrò. Ora mi pare che non potrò vivere così…”.
“Quanto ho fatto verso di te e con te non è mai stata un’intenzione frivola… Ho seguito un impulso più forte della mia volontà. Mi pare che possiamo e dobbiamo solo andare avanti, come in certi passi difficili di montagna… Questa è la lettera più seria che ti ho scritto, cara, stracciala, bruciala, rendimela. Ma voglimi bene!”.
 “Una cosa solo mi guiderà oltre a questa volontà, e voglio che tu lo sappia: il proposito di evitare a te che per l’affetto che tu mi porti, la tua vita possa essere più meschina di quella che la tua intelligenza e la tua devozione al Partito ti promettono”.
“Nina mia cara, tu mi hai fatto il dono di te stessa, ma cosa ti ho dato io che sia degno di questo dono? Forse sono stato solo un grande egoista…”.


“Tutto cominciò da una «piccola carezza » azzardata sui capelli di Nilde, lungo lo scalone di Montecitorio. È il 30 luglio del 1946, da due settimane fervono a Roma i lavori per la nuova Carta Costituzionale. Ma nel retrobottega della grande Storia sta maturando la storia più minuta tra il mitico segretario comunista e la giovane deputata di Reggio Emilia. Li separano ventisette anni — 53 lui, 26 lei — e una gran quantità di cose: radici famigliari, formazione, status ed esperienza”.
Scrive Palmiro Togliatti:

Sei come una striscia di sole in una stanza buia“.
Riccarda Balla

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