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venerdì 12 dicembre 2014

Potere linguistico come potere politico ed economico?

Molto interessante il saggio di Giacomina Cassina sulla prevaricazione di un linguaggio astruso  essenzialmente di provenienza anglosassone…ricco di spunti su vari termini come  Jobs act e Leader per es.. e poi si finisce per sorridere... con amarezza perchè ci rendiamo conto che in realtà è il linguaggio che crea distanze, muri ecc... tra i cittadini e i rappresentanti del potere ( ricordate per es. le “convergenze parallele” di Aldo Moro?).
Quindi sia chiaro non attacco la lingua inglese in quanto tale, non sono bacchettone!, ma il suo uso per così dire spropositato, ingiustificato, in diverse situazioni che appunto fa sorgere il dubbio che sia usato appositamente per creare una distanza, di cui dicevo prima…
Da anni mi occupo di programmazione europea, di fondi strutturali ecc.., quindi quotidianamente mi trovo a studiare e lavorare su documenti della Commissione Europea, delle sue varie Agenzie, di Programmi ecc… e in genere i siti web e relativi documenti sono in gran parte in lingua inglese, seguiti a distanza dal francese, dal tedesco e a volte dallo spagnolo… dell’italiano non c’è traccia ( se non in siti espressamente tradotti in tutte le lingue della CE).
Diciamolo chiaramente l’Italia in questa Unione Europea conta quanto il Portogallo o la Grecia, e non dipende dai nostri rappresentanti dai Prodi, Berlusconi o Renzi che si voglia. La UE è governata da sempre dall’asse franco-tedesco e i loro accoliti e poi ci sono gli altri paesi…
Quindi , per concludere, la lingua esprime un potere politico (vero prof. Chomsky?) ma questo è anche un potere economico? E soprattutto il mondo occidentale, quello che una volta lo si definiva “sviluppato”, è in grado di governare la globalizzazione, il flusso incessante dei capitali del mercato finanziario?
Non saprei davvero rispondere!
Mi sembra che l’asse della crescita economica si stia spostando sempre più verso il sud-est asiatico.
Non tarderà molto che la capitale ( NYLON= New York-Londra) diventerà SHPE (Shanghai- Pechino o altre grandi megalopoli dell’est…).
Quindi cominciamo a far pratica con gli ideogrammi!

 Gippi

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