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domenica 7 dicembre 2014

Pensieri fra silenzi e parole

Si susseguono nuvole in cielo e nuvole per chi le ha nel cuore , si attende un sereno che di sereno non ha nulla dato ciò che ci ruota intorno, situazioni sempre più allarmanti, tantissime persone senza un lavoro, case che vengono messe in vendita per assicurare a chi con grande sacrificio le ha acquistate un po’ di sopravvivenza, valigie che si preparano non per le vacanze estive ma per una fuga verso altre Nazioni cercando il modo per ricrearsi una vita e non restare solo fermi a guardare.

Sì, per una volta siamo noi che invece di puntare solo il dito nei confronti di questi grandi viaggi della speranza ne diventiamo protagonisti, magari potendoci concedere ancora un altro modo per viaggiare, ma il concetto non cambia siamo alla ricerca di qualcosa che ci hanno rubato e che non siamo più in grado di far tornare e non si tratta della dignità di quella ne abbiamo da vendere basti pensare al fatto che sarebbe stato semplice prendere spunto da chi ci dovrebbe governare per capire che fra una strizzatina di occhio e l’altra, fra uno sgomitarsi nemmeno tanto nascosto, fra una pacca sulla spalla ed una promessa, la strada della legalità non viene mai seguita, chi è più furbo vince in questa catastrofe di vita che qualcuno vive.
Non si dice nulla di nuovo, non si scopre l’acqua bagnata semplicemente se ne fa i conti tutti i giorni con questo sistema marcio e corrotto che genera mostri da sbattere in prima pagina e che restano sempre impuniti ed ossequiati, che vanno tenuti buoni perché di loro ci potrebbe sempre essere bisogno e che invece andrebbero schifati, isolati, allontanati dalle persone perbene che ancora esistono nonostante tutto e nonostante loro. Invece no, c’è l’inversione delle parti: chi denuncia, chi amplia la visuale, che rende noto, chi comunica viene isolato,  viene snobbato e quasi sempre si ravvisa in persone così malafede, si ritiene che lo facciano per guadagnare in notorietà cosa di cui non hanno bisogno, senza pensare che esporsi e vivere una vita contro non è mai cosa facile, che costa rinunce e sacrificio, che sarebbe comodo lasciarsi imbrigliare da catene che chi porta spesso non vede o fa finta per chissà quale strano disegno di non vedere ma che pesantemente trasporta ogni giorno con sé.
Strano paese questo, strani i suoi abitanti, strani personaggi in cerca di autore che non sanno più cosa voglia dire avere un proprio pensiero, che si sono arresi, che contestano inquinamento e vanno in crociera su mostri galleggianti che deturpano ambiente e serenità ma che fanno tanto figo.
Strano paese di selfie pieni di piatti per cene luculliane e per la massima disattenzioni per gli scatti di orrore e morte a cui stiamo assistendo nel silenzio rendendoci complici di vite spezzate e di brutalità amene e devastanti.
Strano paese fra mode del momento, fra gare estetiche in cui tutti si snaturano per assomigliare a qualcun altro solo perché non sono in grado di reggere il peso di una ruga di espressione in più.
Strano paese in cui non si trovano giusti i licenziamenti, le chiusure degli ospedali, i tagli all’assistenza sanitaria ma nessuno si accompagna alle lotte dei lavoratori davanti ai cancelli delle fabbriche, le portineria degli ospedali, le manifestazioni di protesta.
Stano paese quello in cui le Donne vengono continuamente massacrate per la “colpa” di essere nate Donne ,per la loro voglia di essere considerate non solo corpi ma anime e volontà,carattere e esseri raziocinanti e tutti non si stupiscono neanche più di quanto avviene davanti ai nostri occhi,diventa quasi il finale già preventivato del fil giallo a cui stiamo assistendo peccato però non si tratti di un film e quasi sempre ci scappa la morte reale a fare da finale.
Starno paese quello in cui si fissano controlli sulle strade, limiti di velocità, divieto di vendita di alcolici e poi si  fa la gara a vendere auto di grande cilindrata a principianti, li si ubriaca con pubblicità in cui si associa la bella vita alla bella macchina e gli si vende di tutto e di più per poi far diventare l’ennesimo incidente frontale, lo schianto, i rottami protagonisti della notizia della cronaca di paese senza pensare che sotto quelle lenzuola bianche sono distese persone non manichini, che non si tratta di una esercitazione di soccorso stradale ma di un intervento in cui non c’è nulla da fare.
Strano paese quello in cui si fermano persone per piccole inezie e le si picchia tanto, forte, così duramente da privarle della vita perché ci si crede dei veri uomini in quel momento, perché tanto nessuno saprà mai la verità, nessuno indagherà mai ed anche se lo farà la loro voce non verrà ascoltata poiché si diventa una forza solo in momenti per spalleggiare e lasciare impuniti chi dovrebbe difenderci dal pericolo e non ucciderci ma non si dice mai questo. Tutti zitti, per carità.
Strano paese quello in cui esiste un Dio per ogni peccatore e il peccato tante volte arriva da chi di questo Dio dovrebbe esserne rappresentante e non prova la minima vergogna, il minimo timore del suo dio quando allunga le mani su minori che si fidano di lui e gli intima il silenzio facendolo anche sentire sporco e peccatore quando dovrebbe solo vergognarsi di vestire una divisa riservata ai buoni di spirito, agli umili, ai servitori della fede.
Strano paese quello in cui si parla di cultura e si chiudono teatri e scuole, dove si vuole tutti ignoranti e plasmabili secondo modelli che nessuno ha chiesto, richiesto e mai desiderato.
Strano paese quello che addita le persone single, le persone libere mentalmente, quelle che hanno gusti sessuali differenti e che non  fanno del male a nessuno perché danno via del loro e poi si lascia governare senza proferire parola da sporchi, corrotti e collusi e senza un briciolo di dignità senza battere ciglio, anzi facendo passare questo pensiero come un must da seguire nella vita per avere successo e potere.
Strano paese quello che si allaga ad ogni minimo temporale e poi non tiene puliti tombini di scarico, che si circonda di sporcizia per far campare chi con questa scusa si  arricchisce sulle sue spalle e diventa magnate con la zozzeria che si sono “magnati”.
Strano paese quello che si preoccupa per il futuro dei propri figli e non approfondisce mai i discorsi sulla salvaguardia del territorio, che non si scompone di fronte alle scie chimiche, che non muove un dito quando interi paesaggi nel nome del progresso e dello snellimento del traffico vengono deturpati e resi invivibili a causa dello smog e del rumore acustico.
Strano paese quello in cui si avvelena e ci si avvelena continuamente, un paese che non è più in grado di lottare,che si sta inchinando come ha fatto la “famosa nave di morte” davanti a chi lo sta rendendo invivibile, senza speranza, senza sogni.
Non è questo il paese che vorrei, non è questa la fine del mio articolo, non è questa la fine dei buoni pensieri e delle buone azioni, non è questo che ci meritiamo e non è questo che deve continuare ad accadere.
Bisogna smettere di vergognarsi delle cose belle che ancora ci sono e possediamo, bisogna sollevare il capo e farsi baciare dalla fortuna di essere ancora vivi, bisogna essere grati a questo dono, trovare sempre la strada per esprimere il proprio disappunto e associarlo alle azioni anche alle più banali che si tratti di non gettare una carta in terra, di riempire un pomeriggio vuoto portando solidarietà a chi ha bisogno, che si tratti di avvicinare qualcuno alla lettura o alla scrittura, che si tratti di dialogare in modo costruttivo, di ripulire un tombino sporco di foglie e carta, bisogna rimboccarsi le maniche, dare l’esempio, smettere di credersi sconfitti prima ancora di averci provato.
Non è possibile continuare ad abitare una terra tanto bella senza trovare il modo di dare una svolta, mi rifiuto di credere che tutti gli abitanti di questo mondo siano disposti a svendersi al peggiore offerente, mi rifiuto di pensare che non importi a nessuno di voi di lasciare un mondo come questo ai vostri figli, mi rifiuto di credere che la sete di giustizia non alberghi più nei nostri cuori e so che da qualche parte nel mondo ci sono persone che la vedono come me e che devono solo trovare il modo per dimostrarlo .
Smettiamo di avere vergogna per le cose buone ed iniziamo davvero a prendere le distanze da quelle cattive che ci circondano, siamo noi la forza della vita e dimostriamolo allora per la vita e con la vita:FORZA!
E’ quasi d’obbligo prima della pausa natalizia fare il punto della situazione, mi piacerebbe poter scrivere di cose che vanno, di persone che si stanno organizzando e ripuliscono questo mondo e lo so che sarà così, lo so perché non smetterò mai di credere nelle persone nonostante tutto e tutti, questo cuore devo mettercelo sempre altrimenti cosa me lo avrebbero donato a fare?
Serene vacanze natalizie  a tutti noi, anche agli indifferenti che chiederanno l’aiuto di questo dio non appena qualcosa che li toccherà da vicino farà parte della loro vita, non si lamentino poi nel caso dovessero trovarlo occupato o semplicemente distratto da chi il bene non lo predica solo ma lo fa.
Anna Lisa Minutillo

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