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martedì 9 dicembre 2014

ONESTA' NON SOLO INTELLETTUALE!

Leggo continui articoli, interviste, commenti sulla "Mafia". ovvero l'associazione a delinquere di stampo mafioso che ha sempre gestito la Sicilia ed i Siciliani e poi si è allargata entrando direttamente in politica....ma, a questo grande pianeta che gestisce tutti i più grandi affari nella maniera più turpe, inserito a tutti i livelli, orbitano attorno tante piccole "cupolette", nate dalle sue radici e molto utili a mantenere e gestire i territori ed i suoi abitanti, sono la longa manus dell'organo centrale.
La mafia tanto vituperata dai più, utilizza proprio le "cupolette" alle quali i più di prima si rivolgono, per vincere un concorso, un piccolo appalto...o scendendo ancora per recuperare il motorino rubato...o garantirsi un' occhiatina"  alla propria villetta....non è che siano dei mafiosi , semplicemente credono che sia più probabile ottenere qualcosa per "vie traverse" bene inserite, forza dell'abitudine, rispetto atavico, DNA... mi piacerebbe sapere in quanti, nel loro piccolo non l'abbiano fatto....il significato di tale azione è semplice<<<. si continua a riconoscere il potere mafioso! Se in politica si intravede una faccia, che forse vorrebbe pulire dall'interno proprio il meccanismo politico-mafioso, che oggi è quello più potente, delinquenziale e devastante...beh...non ha riuscita.
Chi ha combattuto veramente la mafia,  giornalisti inclusi e tutti isolati a cominciare dalle Istituzioni...non ci sono più e l'elenco non è corto come la lista della spesa settimanale, anche chi pur facendo parte dell'organizzazione, un esempio Santino Di Matteo, decide di pentirsi e forse di non essere più  "feccia" per usare un termine di Caselli e svela in maniera chiara e minuziosa i segreti di Cosa Nostra, tanto da permettere con le sue dichiarazioni di ricostruire la Strage di Capaci, ha visto rapire ed uccidere il maniera barbara il figlio Giuseppe..quindi la mafia non perdona nessuno se fa seriamente....Se si blatera tanto per fare "moda"  e poi ti rivolgi a loro rimani pur sempre un amico.... 
La mafia che ancora negli anni' 70 si faceva finta che non esistesse....tanto che quei pochi processi che andavano a buon fine vedevano i mafiosi con condanne "esemplari"  e misure cautelari da far ridere :  trasferimento al Nord, domicilio coatto..... per esempio Luciano Liggio, in quel di Milano, continua la sua attività con l'Anonima Sequestri...
Il 30 Aprile 1982 viene ucciso a Palermo Pio La Torre, propose la legge che introduceva il reato di Associazione mafiosa ed una norma che prevedeva la confisca dei beni
il 3 settembre 1982, viene ucciso Carlo Alberto Dalla Chiesa. Finalmente la legge Rognoni -La Torre entra nel codice penale, e sarà Falcone a fare uso di questa legge che finalmente da una specificità e riconosce la mafia : associazione a delinquere di stampo mafioso.
Quando dico : FUORI I CITTADINI DALLA MAFIA e non il contrario,  la differenza è sostanziale perchè  se  dalla sciocchezza alla cosa importante ci si rivolge al capo rione, per salire ove necessario la scala gerarchica, è un riconoscere sempre il loro potere....un dover dire loro sempre grazie...quindi fiaccolate, giornate della memoria, scorte più o meno civiche, lasciano il tempo che trovano o forse "moda"...quando poi ti rivolgi a loro......anche se solo per recuperare la bicicletta.

Diceva Paolo Borsellino, che sicuramente aveva una gran fiducia, forse mal riposta: 
La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.


 Riccarda Balla



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