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lunedì 8 dicembre 2014

La Rivoluzione Consapevole come unica soluzione alla crisi moderna


La tremenda crisi economica e finanziaria che stiamo attraversando, ha convinto molte persone della necessità di un radicale cambiamento della situazione politica e sociale attuale.
In molti al giorno d'oggi invocano una Rivoluzione, rifacendosi a vecchie credenze di stampo ideologico.
Il punto è che ovviamente c'è bisogno di una Rivoluzione, ma non della solita rivoluzione, bensì della Rivoluzione Consapevole.


Bisogna prendere atto che la rivoluzione comunemente intesa, o presunta tale,  non ha ragion d'esserci se si vuole realmente migliorare le condizioni della società e/o del mondo.

Non abbiamo bisogno di sovvertire alcunché, non abbiamo bisogno di sostituire un sistema oppressivo con un'altro, non abbiamo bisogno di una disorganizzata esplosione di violenza, senza un reale fine.


Nel nome di essa vengono giustificati omicidi e violenze di ogni tipo, e in fin dei conti essa beneficia solo pochi manovratori a scapito dei molti, del popolo, costantemente illuso e truffato.

Tra l'altro anche sul carattere spontaneo di molte rivoluzioni c'è da dubitare: difatti e ovviamente dietro di esse ci sono interessi di potere molto più grandi della posta in gioco della rivoluzione.

Per fare qualche esempio storico, si pensi alla rivoluzione francese del 1789, la cui riuscita ci viene descritta sin da bambini, come il " trionfo della libertà ".


Nella realtà, si passò dall'oppressivo ancien régime a un'altra oppressione fondata sulla violenza e sul terrore, che culminò nella barbara esecuzione di Luigi XVI ( la cui testa decapitata venne mostrata al popolo da parte dei "rivoluzionari" come trofeo ), e nella tirannia di Robespierre, nonché nel genocidio dei contadini vandeani da parte delle truppe rivoluzionarie.

O basti pensare alla rivoluzione bolscevica o nazi-fascista in germania e italia, che finì per instaurare un'oppressione ancora più brutale, fatta di terrore, campi di concentramento e sterminio, eliminazione delle più elementari libertà e politicamente basata su una tremenda dittatura che non accettava altro da sé.



Di esempi ce ne sarebbero da fare a iosa, diversi nella forma ma uguali nella sostanza.

Le tante rivoluzioni e guerre che ci viene affermato servirono per il "progresso" dell'umanità, in fondo son realmente servite a qualcosa ?

Oggi come ieri, a parte le diverse forme dei regimi, non è che sia cambiato granché nell'essere umano: ci si scanna, ci si combatte e ci si sfrutta a vicenda, forse anche peggio di prima.

Quindi, ha veramente senso continuare a seguire il mito della "rivoluzione" comunemente intesa, con tutte le sue promesse di "radiosi futuri" che puntualmente si rivelano lettera morta ?

Io direi di no, e che sarebbe ora di andare anche oltre i dogmi ideologici che si basano su ciò.

Direi che è necessario ripensare un'altro tipo di rivoluzione, una Rivoluzione realmente funzionante, che non abbia come fondamento solo i soliti impulsi distruttivi ( "istinti di morte" direbbe Freud ), ma che si basi su valori costruttivi necessari per la costruzione di una società e di un mondo realmente migliori.

Una Rivoluzione che non sia solo meramente economica o politica, e tantomeno fondata su obsolete e disfunzionali ideologie, ma che sia una Rivoluzione allo stesso tempo individuale,sociale,nazionale,spirituale e così via.

Perché se non cambia l'animo umano, è difficile che cambi il resto.


Difatti, la degenerazione, il degrado e l'aggressività presenti nella società sono lo specchio della corruzione, del cinismo e degli impulsi guerrafondai presenti nella politica internazionale, e viceversa.

Quindi ci vorrebbe che una Rivoluzione che quindi non sia accompagnata dal mito della " violenza rivoluzionaria ", ma che sia portatrice di un reale Cambiamento e Rinnovamento.


E tale Rivoluzione risulta al giorno d'oggi l'unica soluzione possibile, se si ha a cuore le sorti di sé  stessi e degli altri.

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