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martedì 16 dicembre 2014

Influenza 2014/2015: cause, sintomi, cura, vaccino e prevenzione

INFLUENZAAnche quest’anno lo spauracchio dell’influenza torna a farsi sentire.
CAUSE:  I virus coinvolti nella stagione 2014/2015 sono tre: l’A California H1N1, che aveva creato la fase diffusa pandemica del 2009; cui si affiancano il virus H3N2 Texas e il virus B Massacchusetts. Le previsioni circa la loro aggressività sono rassicuranti: si parla di un attacco mite o, quanto meno, più lieve rispetto all’anno scorso.

SINTOMI: I sintomi sono quelli di sempre: spossatezza, febbre anche alta, mal di testa, raffreddore, bruciore agli occhi, naso che cola e malessere generale, dolori artro-muscolari, mancanza di appetito, brividi, mal di gola, tosse.
CURA: Essendo l’influenza una malattia virale, non necessita di antibiotico. E’ importante lasciare sfogare la malattia. Si può assumere paracetamolo per abbassare la febbre se sale sopra i 38 gradi e antivirali per accelerare il percorso di guarigione. In caso di problemi alle vie respiratorie, è consigliabile assumere farmaci per fluidificare il catarro o fare l’aerosol che, oltre a liberare, pulisce. Si consiglia molto riposo a letto, idratandosi con liquidi caldi come tè e tisane, ma anche brodo di pollo e passati di verdure, evitando pasti pesanti e optando per cibi leggeri, mangiando tanta frutta e verdura.
INFLUENZA VACCINOVACCINO ANTINFLUENZALE: Il periodo ottimale per l’avvio delle campagne di vaccinazione antinfluenzale , per la nostra situazione climatica e per l’andamento temporale mostrato dalle epidemie influenzali in Italia, è quello autunnale, a partire dalla metà di ottobre sino a fine dicembre. Tra le categorie a cui viene raccomandata la vaccinazione: 1) i soggetti di età pari o superiore a 65 anni (nati nell’anno 1949 e precedenti); 2) i bambini di età superiore ai 6 mesi, i ragazzi e gli adulti – affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza (es. malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma di grado severo, la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica e BPCO, malattie dell’apparato cardio-circolatorio, diabete mellito e altre malattie metaboliche (inclusi gli obesi con BMI>30 e gravi patologie concomitanti), tumori ecc); 3)i bambini e gli adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale, 4) le donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino nel secondo e terzo trimestre di gravidanza, 5)le persone residenti presso strutture socio-sanitarie, per anziani o disabili ; 6) i medici e il personale sanitario di assistenza, personale di assistenza in case di riposo ed anziani a domicilio, volontari dei servizi sanitari di emergenza; 7) le persone conviventi con soggetti portatori di patologie di cui al punto 2) che non possono essere vaccinati; 8) il personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali (suini e volatili) che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (es. addetti alle attività di allevamenti, addetti al trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti).
INFLUENZA 3E’ consigliabile chiamare immediatamente l’ambulanza o farsi accompagnare subito in pronto soccorso in presenza di questi sintomi: difficoltà a respirare o fiato corto, dolore o senso di costrizione a livello del torace o dell’addome, vertigini improvvise, stato confusionale, vomito prolungato o abbondante, febbre alta che non scende nemmeno assumendo paracetamolo (Tachipirina® o equivalenti) e, nel caso dei bimbi, se il piccolo si muove meno del solito o non si muove.
PREVENZIONE: Per prevenire l’influenza occorre osservare regole comportamentali personali e comunitarie, che eviteranno la diffusione dei virus: lavarsi spesso le mani, utilizzando, in assenza di acqua, gel alcolici, munirsi di fazzoletti senza disseminarli ovunque dopo averli utilizzati, non scambiare con nessuno bottiglie d’acqua o stoviglie; evitare ambienti chiusi o promiscui, in particolar modo quelli privi di una corretta areazione, evitare sbalzi di temperatura; coprirsi la bocca e il naso nello starnutire o nel tossire; indossare mascherine in ambienti sanitari o affollati, favorire il ricambio d’aria negli ambienti, evitare il contatto ravvicinato con persone infette. Chi si ammala di influenza, dovrebbe rimanere volontariamente isolato per tutto il decorso della malattia, in modo da evitare la diffusione del contagio. Questo vale soprattutto per i bambini che a scuola vivono in una condizione di promiscuità in cui la trasmissione del virus è semplicissima; facilitata anche dalla ridotta cognizione del rischio che i piccoli hanno rispetto alla malattia e alla sua diffusione.

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