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venerdì 5 dicembre 2014

C'è anche il "mi piace" e il "contatto" di scambio

Ci avevano detto che il net è il luogo della libertà, una sorta di Olimpiade permanente dove nessuno ti impedisce di partecipare, dove arrivare primo, secondo o ultimo non importa perché ci sarà sempre chi ti legge, perché anche pochi “mi piace” o, qualche commento (critico, positivo, ironico, sprezzante, esaltante, di conferma, di smentita, non importa) sono il segno che stai interagendo con qualcuno. Ma, soprattutto, noi abbiamo pensato al net come ad un luogo di espressione trasparente di quello che si è e si pensa. Quante volte, di fronte alle derive dei mezzi di comunicazione tradizionali che rincorrono oscenamente i guadagni pubblicitari, ci siamo detti “per fortuna ci sono i blog che fanno informazione spesso di buona qualità e aiutano a capire e riflettere”?
Molti, però, erano preoccupati che il mondo reale diventasse sempre più virtuale rimanendone inghiottito e stravolto, dissolto in un vacuum dove la “virtualità” non ha nulla a che vedere con la “virtù” (comunque intesa): un mondo spesso malefico come quello dei siti pedofili, o quello cruento della nuova generazione dei fondamentalisti tagliagole, o un mondo stupido e distorto dei blog che vivono di bufale e quello schierato politicamente, ma così schierato che ti manca il fiato già alla seconda  volta che ci leggi qualcosa.  Ma noi ci consolavamo pensando che, in totale libertà, potevamo ancora tentare di invertire la corsa negativa della nostra cultura scrivendo per persone che apprezzano l’informazione ragionata, la diffusione scientifica, la comunicazione artistica, la riflessione storica, la conoscenza. Insomma, un mondo in cui,  senza pretese,  si potesse vivere liberamente, lontani dagli affanni (e dai condizionamenti) della pubblicità e dai giri di potere politico e mafioso. Certo, costa un po’, ti devi arrangiare. Se vuoi fare il tuo blog in totale autonomia te lo devi pagare, devi continuamente trovare la motivazione ideale per tenere assieme redazioni fatte di volontari, devi far fronte all’oscillazione dei contatti, senza che diventi un’ossessione, devi inventarti strategie positive per recuperare l’attenzione degli  l’interlocutori. E intanto, le grandi  piattaforme grazie a te, blogger idealista, fanno  pubblicità sulle tue pagine e, ovviamente, a te danno solo il servizio in rete. Eh, già, gestire una piattaforma di alcune migliaia di blog non è opera da suore della carità. Ma fin qui, tutto è ancora abbastanza chiaro.
Oggi, però, abbiamo avuto la sensazione che davvero il peggio del mondo reale si stia, invece, impadronendo del mondo virtuale per trasformarlo in un campo di battaglia dove,  col vecchio sistema del passa-parola si ordina alle truppe di boicottare questo o quest’altro blog. Il merito e i contenuti? E chi se ne frega? Conta solo l’obbedienza al caporione di turno, al capo-bastone, al capomafia: non possono permettersi, questi battistrada del fascismo virtuale, di veder affermarsi voci libere, semplici, positive, strettamente autofinanziate. La loro parola d’ordine è, quindi “morte ai pezzenti, selezionate la razza dei blogger, giù dalla rupe Tarpea gli anomali!” Non fosse mai che domani qualcuno si accorga che i pezzenti e gli anomali sono meglio di loro anche se non sono cospicuamente finanziati da amministrazioni locali e da pubblicità ruffiane.

E noi, blogger-fai-da-te, che facciamo?
Noi abbiamo scelto di seguire il consiglio del Dalai Lama che dice “Non importa quanto sia buono il lavoro che fai, troverai sempre problemi e ostacoli. Quindi è importante verificare sempre la tua motivazione. Ti aiuta a restare credibile e onesto. Se quello che fai è utile ad altri, è utile per te. Quando conosci i tuoi obiettivi e sai che puoi raggiungerli, devi perseguirli fino alla fine. E poi, anche se non li raggiungi, in ogni caso non avrai nulla da rimproverarti”.

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