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lunedì 1 dicembre 2014

Caso Manca: oggi a Viterbo...

Sarà interrogato oggi dalla procura di Repubblica di Viterbo, che lo ha iscritto nel registro degli indagati per calunnia. Antonio Ingroia, l’ex procuratore aggiunto di Palermo, ora avvocato di parte civile dei familiari di Attilio Manca, aveva accusato i pm della procura viterbese di essere non solo responsabili di  ”inerzie e coperture” nell’indagine sul caso dell’urologo trovato morto nella sua casa di Viterbo l’11 febbraio 2004, ma anche di essere autori di un vero e proprio ”depistaggio”.
A condurre l’interrogatorio di Ingroia, sarà il pm Renzo Petroselli , lo stesso che aveva chiesto l’esclusione della costituzione di parte civile presentata dai familiari, dato che il reato d’omicidio colposo (di cui era accusata Monica Miletila presunta spacciatrice di Manca, rinviata a giudizio per cessione di stupefacenti) è caduto in prescrizione.“Vedremo chi interrogherà chi”, dice l’ex pm di Palermo, che raccontando alla stampa dell’indagine a suo carico, aveva dichiarato: ”Un avviso di garanzia così lo può fare solo un analfabeta del diritto o chi è in malafede: il pm Petroselli dovrebbe essere laureato, ma da quello che scrive non sembrerebbe”.
Il cadavere dell’urologo di Barcellona Pozzo di Gotto fu trovato nella sua abitazione di Viterbo: nudo, il naso fratturato, due fori sul braccio sinistro e una siringa priva d’impronte sul pavimento, per gli investigatori si sarebbe trattato di overdose di eroina, nonostante il medico fosse notoriamente mancino. Secondo la famiglia, invece, il giovane fu assassinato, dopo aver operato il boss Bernardo Provenzano in una clinica di Marsiglia nel 2003 per un intervento di prostata.  Una tesi confermata di recente dal pentito dei Casalesi Giuseppe Setola: che però ha poi ritrattato le sue dichiarazioni.
Fonte L'Oraquitidiano

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