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mercoledì 5 novembre 2014

Viaggio nel cuore pulsante di Matera, Capitale Europea della Cultura 2019

MATERAInutile mettere nero su bianco l’indescrivibile felicità dell’Italia intera ed in particolare della Basilicata, per il verdetto che ha proclamato Matera Capitale Europea della Cultura 2019.
 La città è il simbolo di una simbiosi perfetta tra architettura e natura… anzi, di architettura che diventa scultura, in una sorta di equilibrio tra intervento umano ed ecosistema per oltre 9 millenni, durante i quali parti dell’insediamento tagliato nella roccia furono gradualmente adattate in rapporto ai bisogni crescenti degli abitanti. Con 7 voti su 13, la città lucana ha sbaragliato la concorrenza di Siena, Perugia, Lecce, Cagliari e Ravenna. A dare l’annuncio, il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibac) Dario Franceschini. Steve Green, presidente della Giuria di selezione, composta da 13 membri (6 italiani e 7 stranieri) ha invece evidenziato che tutte le città candidate sono autentici laboratori che possono far fiorire la cultura, la creatività e le città stesse. Il Sindaco di Matera, Salvatore Adduce, dopo la proclamazione, col viso contratto da una forte emozione, ha invece detto : “E’ un esempio di civiltà e riscatto che da Matera e dal Sud arriva all’Europa”, proseguendo: “Noi siamo il malleolo dello Stivale, generalmente ritenuto una zona poco ospitale. Ma abbiamo sconfitto questa diceria”.
MATERA 1Già lo slogan utilizzato dalla città durante la candidatura, “Open future”, è un esempio lampante della volontà di vincere i problemi esistenti, guardando avanti e impegnandosi per le generazioni future. La data del 17 ottobre 2014, che costituirà per sempre un altro pezzo del puzzle della storia di Matera e dell’Italia intera, va ad unirsi alle altre: quella del 21 settembre 1943, in cui 11 materani insorsero contro l’occupazione nazista o del 1948, quando fu sollevata la questione nazionale sui Sassi da Palmiro Togliatti e Alcide de Gasperi. Ora Matera, dalla profonda vergogna di un’Italia arretrata, spenta e desolata, diventa motore, linfa e impulso per la cultura, l’economia e l’Italia che deve essere. Ma veniamo alla storia della città. Nell’immediato dopoguerra era evidente la necessità di riqualificare un territorio distrutto e umiliato, pensando ad una Nazione nuova che potesse rispondere alle esigenze di un mondo moderno e dal respiro internazionale. Gli abitanti dei Sassi vennero sgombrati dalle loro abitazioni, per via delle loro condizioni definite dai più troppo misere; vivendo tra grotte scavate nella roccia viva che chiamavano case, sebbene troppo fatiscenti.
OLYMPUS DIGITAL CAMERAI materani sono stati a lungo visti come l’emblema di un’Italia arretrata, ignorante, degradata, simbolo di emigrazione e di povertà. All’inizio degli anni 80’ però, per evitare che la città divenisse un museo a cielo aperto, si è avviato un intenso lavoro culturale di coinvolgimento di intellettuali, amministratori ed artisti, di tipo informativo e di valorizzazione del territorio e delle risorse, culminato con l’iscrizione alla Lista dei Patrimoni Mondiali nel 93’. Matera conta55000 abitanti e dista solo 45 km dalle spiagge. Tante sono le sue perle di bellezza. Tra le più importanti: il Duomo del XIII secolo, in stile romanico pugliese, che si erge imponente sul colle della Civita, primo insediamento umano della città; la Cattedrale, interamente ristrutturata nel periodo Barocco, che sopita interessanti opere lignee e pittoriche di artisti locali, tra cui il 500esco presepe in pietra di Altobello Persio e il coro ligneo del 400’ di Giovanni Tantino di Ariano Irpino.
MATERA COPAltre chiese romaniche degne di nota, nel centro storico, sono : S. Giovanni Battista e S. Domenico; così come, meritevoli di attenzione, lungo la dorsale seicentesca del “Piano”, troviamo le costruzioni civili e religiose del periodo Barocco, tra cui le chiese di S. Francesco d’Assisi, del Purgatorio e di S.Chiara; sino al bellissimo Palazzo Lanfranchi, sorto come seminario alla fine del 600’, già Liceo Ginnasio, dove per alcuni anni insegnò il grande Giovanni Pascoli; recentemente ristrutturato, che ospita il Museo d’arte medioevale e moderna di Basilicata. Ma veniamo ai Sassi. Per coglierne l’essenza, scoprendone storia e tradizioni, partiamo dalla definizione, utilizzata per definirli, dall’Unesco: “Questo è il più eccezionale ed intatto esempio d’insediamento trogloditico nella regione mediterranea, perfettamente adattato al proprio terreno ed ecosistema. Il primo insediamento risale al Paleolitico, mentre i successivi illustrano un numero significativo di fasi della storia umana”. Si tratta, quindi, di una testimonianza continuativa dell’arte di vivere nelle grotte dal Paleolitico ai giorni nostri.
MATERA 4I Sassi di Matera rappresentano un’opera d’arte alla cui realizzazione hanno partecipato centinaia di migliaia di artisti, accomunati da un unico obiettivo: vivere quello che la natura offriva loro. L’intero habitat rupestre è formato dai rioni(Sasso) Caveoso, (Sasso) Barisano e Civita. I Sassi regalano spettacoli mozzafiato in tutte le stagioni: in primavera ed estate, assumoano un colore che si colloca a metà strada tra il Mediterraneo e i deserti Sahariani; mentre in autunno e in inverno, con un colore tendente al grigio bruno, si mimetizzano con i cieli ed il territorio circostante; avvolgendo tutto di un’atmosfera romantico-malinconica. Tra i vicoli di Matera si percepiscono ancora i segni di un passato intramontabile, tra stormi di uccelli che si alzano in volo al rintocco delle campane, il tintinnio dei bicchieri, il sommesso chiacchiericcio e le specialità gastronomiche locali. Ecco che dall’Italia del Sud spunta un nuovo baluardo di speranza per la Lucania e un esempio da ammirare per il mondo interno… un esempio encomiabile di passaggio dalla “vergogna” al riscatto.

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