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lunedì 10 novembre 2014

Sicilia: lavoro e sicurezza.....entrambi sono un'utopia!

PALERMO – Sicurezza e lavoro: o almeno così dovrebbe essere ma la crisi continua a falcidiare migliaia e migliaia di posti di lavoro, ma stranamente aumenta il numero dei cosiddetti “angeli” che perdono la vita proprio durante lo svolgimento di quell’attività che dovrebbe essere un diritto dell'uomo : il lavoro.











La Sicilia naturalmente detiene il record negativo: infatti detiene ben il 50% delle morti sui luoghi di lavoro. In particolare si contano 46 morti, con i picchi più alti a Palermo (13), questo dato non tiene conto delle morti che avvengono sulle strade, causate dalla stanchezza per i turni troppo lunghi, altrimenti si raddoppierebbe.


Si nota una diretta proporzionalità che lega l’aumentare della disoccupazione all’incremento del fenomeno, la crisi compromette i quantità e qualità del lavoro. Le morti sul lavoro sono distribuite in eguale misura in tutte le fasce d’età, agricoltura a parte dove le vittime hanno un’età mediamente più alta. Un decesso ogni dieci interessa gli stranieri (9,2%).





Ma ciò che sbigottisce, è l’inerzia proveniente dalla istituzioni. In molti denunciano ad esempio la mancata presenza nella Legge di Stabilità 2015 della voce investimenti per istituire nuovi ispettori del lavoro.


Poco lavoro, chi riesce a trovare qualcosa sovente è a nero, non è garantito...si accetta di lavorare in condizioni non umane e rischiando...questo oggi non è solo colpa di datori di lavoro poco seri, bensì di una crisi che ha toccato tutti seri e meno seri, con ovviamente un certo vantaggio per quest'ultimi, quando il controllo della sicurezza sul lavoro latita è come se lo Stato fosse latitante, nel nostro caso leverei il fosse per sostituirlo con è. Riccarda Balla





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