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venerdì 28 novembre 2014

Sicilia: Ingroia prossimo candidato a governatore?

Antonio  Ingroia  possibile candidayp all’Ars (o a Palazzo delle Aquile) o caz presidente della regione sicilia? non + da escludere. lo riferisce durante una intervista
“Candidarmi a sindaco di Palermo o alla presidenza della Regione? Niente si puo’ escludere ormai. Ci si può
 ragionare, ma attualmente il quadro politico siciliano è poco incoraggiante”. Con queste parole, l’ex magistrato, ora amministratore unico di Sicilia e-Servizi, Antonio Ingroia, lascia immaginare un futuro politico made in Sicily.

Ingroia ne ha parlato durante un forum nella redazione dell’Agenzia Italpress. Ce n’è per tutti. Movimento 5 Stelle, Renzi, magistrati, Confindustria… persino per Crozza e Crocetta, fino all’ “immancabile” mafia.
M5S… o Lega
“Il Movimento Cinquestelle e’ imploso e credo sia in un declino inarrestabile“. Presto il sistema politico, secondo Ingroia, “diventera’ bipolare e crescera’ la destra estremista di Salvini, che penso riuscira’ presto ad attirare chi abbandonera’ i Cinquestelle. C’e’ uno spazio politico enorme per ricostruire una sinistra democratica, radicale ma non estremista”.
Renzi: l’altra faccia del berlusconismo
“Renzi sta seguendo una pratica, una politica che funziona molto oggi: quella degli annunci, in cui lo spot politico-elettorale funziona e poi riesce a scappare da qualsiasi forma di controllo. Renzi e’ l’altra faccia del berlusconismo. E non e’ neanche tanto di sinistra… In Italia non esiste una sinistra”.
Secondo Ingroia “Renzi e’ in perfetta linea di continuita’ con il Governo Monti e e con il Governo Letta, finge di rompere con l’Europa ma non lo fa”.
“Magistrati facciano tirocinio in P.A.”
“Serve una riforma integrale della Pubblica amministrazione e della Giustizia. Secondo me,  bisognerebbe prescrivere a ogni magistrato un periodo di tirocinio dentro la Pubblica amministrazione”.
Adesso vedo e percepisco delle cose che per 25 anni non vedevo, percepivo e conoscevo – aggiunge l’ex Pm -. Nella Pubblica amministrazione vedi una superficie, comunque importante, di corruzione e mafia, ma non la cogli in tutta la sua drammaticita’ quando ci sei dentro. La burocrazia paralizza la Pubblica amministrazione: lo sto vedendo e toccando con mano quasi quotidianamente, e’ un meccanismo distorto in cui c’e’ il sistema elefantiaco della burocrazia regionale e c’e’ il burocrate medio che non ragiona mai sui tempi che ogni giorno in piu’ significa in termini di costi per la collettivita’”. Secondo Ingroia negli uffici “c’e’ la paura dell’indagine giudiziaria come fattore frenante. Cosi’, anziche’ prendere una decisione, si sposta la carta sulla scrivania del collega dell’ufficio accanto. Serve una riforma integrale della Pubblica amministrazione e della giustizia: i nemici sono i tempi, intollerabilmente lunghi. Renzi dice di voler accelerare tante cose ma credo che non ci sia ne’ una vera riforma della Pa ne’ della giustizia”.
“Crozza non mi manca”
“Quanto mi manca Crozza? Per nulla, ho smesso di vederlo, immagino se ne fara’ una ragione. E’ certamente simpatico ma nel suo caso, anche se ha incrementato la mia popolarita’, non ha incrementato i miei consensi, non ha fatto il mio bene”.
“Al contrario degli altri politici, comunque noti al grande pubblico, io ero noto solo in Sicilia e agli affezionati che seguono le questioni di mafia e giustizia – spiega -. Molti hanno cosi’ scambiato la caricatura per l’originale; e l’elettorato del Nord Italia mi ha identificato in questa caricatura del siciliano sfaticato, non mi ha quindi agevolato”. In quell’occasione il movimento guidato dall’ex pm ha conquistato 800 mila voti: “Un flop? No, 800 mila voti conquistati in due mesi lo considero un buon risultato, anche se al di sotto delle aspettative, perche’ eravamo tra il 6 e l’8 per cento per i sondaggi, ma con il crescere della campagna elettorale il nostro cavallo, che era partito forte, si e’ fermato. E poi eravamo nel pieno della crescita dei Cinquestelle”.
Su Crocetta…
“Crocetta e’ partito con un progetto e un programma politico ambizioso, anche coraggioso. Ma checche’ ne dica il mio amico Rosario, credo che i risultati siano insufficienti e inadeguati”.
“I risultati del Governo non sono all’altezza del suo programma, ma questo – ha precisato l’ex magistrato, ora amministratore di Sicilia-Servizi su decisione dello stesso presidente della Regione – non dipende dalla qualita’ dell’impegno e dalla qualita’ di Crocetta, ma dalla qualita’ della maggioranza, che e’ inadeguata. Siccome la maggioranza e’ specchio della politica siciliana io non sono incoraggiato”.
Poi Ingroia, facendo un parallelismo con il Governo nazionale, ha spiegato che “c’e’ una differenza tra Renzi, che e’ un bluff, e Crocetta, che spesso vede le sue proposte bocciate all’Ars”. E ancora: “So che tempo fa si era parlato della mia nomina ad assessore ma con altri colleghi in Giunta, per ragioni politiche, mi sarei trovato molto in imbarazzo”.
Sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia “ho un giudizio brutale e pessimista. Lo Stato italiano, sin dai tempi dell’Unita’ d’Italia, ha fatto da sempre una scelta di convivenza con i ceti criminali del nostro Paese”.
“In Italia,  tranne qualche isolato utopista, non si e’ mai pensato alla possibilita’ di una Sicilia senza mafia – ha aggiunto -. E’ una componente del sistema Italia e anche del sistema di sviluppo del nostro Paese, anche oggi si pensa che non se ne possa fare a meno. Essendo questa la cornice, si capisce tutto il resto: ci sono brevi ventate repressive, quando lo Stato fa sul serio ma, come diceva Riina, ‘non facciamo la guerra allo Stato, facciamo oggi la guerra per fare la pace’. Si e’ passati sempre da alternanze di momenti di guerra ad ampi momenti di pace con la mafia. Quella del 92′-94′ e’ la trattativa piu’ famosa perche’ l’abbiamo scoperta, a differenza di tante altre”.

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