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domenica 30 novembre 2014

Riflessioni sulla violenza

Isaac Asimov diceva che "la violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci".
Sicuramente il grande scrittore e scienziato russo aveva ragione, anche se più di "incapaci" si dovrebbe parlare di "idioti".



Purtroppo il secolo attuale sembra essere caratterizzato da una crescita esponenziale della violenza diretta o indiretta di stampo gratuito, e sopratutto dalla sua glorificazione e spettacolarizzazione.

Difatti, la violenza vende come non mai, tra film, videogames o video su Youtube, e fa presa ovviamente sopratutto sui più giovani.

La violenza fa trend, è "cool", va di moda e sempre più masse di giovani ma anche meno giovani ne sono attratti.Sicuramente ciò è una caratteristica di quest'epoca, che i testi vedici indicano come "Kali Yuga", ovvero l'era dell'ipocrisia, della discordia, della violenza e della degenerazione in generale.


Caratteristica di questa epoca è infatti il prevalere di tutti quegli aspetti degradanti, tra cui lo stesso elogio della violenza gratuita o di quello dell'arroganza e della superficialità, tutti aspetti che in età classica erano viste come caratteristiche della parte peggiore della società.


Invece oggi quasi quasi sono eretti a nuovi "valori", e anche, e sopratutto, a "livelli alti" si possono notare le classi dominanti a livello politico o economico espressione di questa tendenza epocale, classi che in teoria dovrebbero dare un'esempio positivo ai rappresentati, e invece abbiamo tutt'altro.


C'è da segnalare inoltre che oltre a femminicidi, violenza gratuita, atteggiamenti prevaricatori, "giochi" perversi tipo il "knockout game" ,bullismo giovanile e così via, la società contemporanea è sempre più pervasa da un dominio preponderante di episodi violenza nella quotidianità, pur se la maggior parte di essi di entità perlopiù "lieve", e lo stesso sistema economico e sociale attualmente dominante si fonda sulla violenza perlopiù indiretta e accettata all'interno della stessa società.


Chiaramente c'è da dire la violenza nella storia delle società umane è sempre esistita, ma mai come oggi si è assistito all'elogio di quella più brutale e animalesca, nonostante la maschera perbenista .


Difatti, viviamo in un mondo dove ogni giorno i vari rappresentanti politici o i diversi V.I.P parlano di pace e fratellanza, e intanto si assiste al proliferare di continue guerre, che dietro la patina "umanitaria" si rivelano peggiori di quelle del tanto demonizzato passato, in quanto basate sull'imbroglio e l'aggressione a senso unico, quasi senza distinzione tra civili e militari.


Per concludere, c'è da sperare che tale "cultura" basata sull'esaltazione diretta o indiretta della violenza finisca al più presto, per porre le basi per la costruzione di una società realmente libera e migliore, fondata su valori costruttivi.

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