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martedì 25 novembre 2014

RENZI: ISTIGA AL SUICIDIO...MA NESSUNO FA NULLA....

SO...perchè oramai lo so, che in pochi leggeranno, ma io scrivo per mio esclusivo piacere e sfogo


Questa è una legge che rasenta la pura follia, che è allegramente passata, fate caso alle parti in neretto e sottolineate...cosa significa, significa che una piccola azienda ,  per restare in vita..in attesa di vincere qualche gara d'appalto, limita il personale il più possibile, per assumerlo al momento del lavoro effettivo, a questo punto l'azienda ne assume a tempo determinato quanti ne servono, magari anche 10, 15, a seconda dei lavori..
.questi escono dagli ammortizzatori sociali per poi rientrare a fine dei lavori...bene, poniamo un caso: Un'azienda che per sopravvivere riduce il personale a 16 dipendenti (considerando che magari 3 sono amministrativi), e poi le capita l'occasione di partecipare ad una gara o più gare....può solo assumere tre lavoratori a tempo determinato....quindi se il lavoro o i lavori richiedono più personale...questa azienda è destinata a morire..perchè nemmeno perde tempo a partecipare...fanno che impiccarsi! lasciando così la gente senza lavoro e sulle casse dell'INPS,....sui 36 mesi..beh....magari cambierà qualche cosa nel frattempo. C'è un piccolo però: Se un datore di lavoro vuole assumerne qualcuno in più del 20% che gli tocca per legge...beh..può discuterne con i sindacati...ALLORA RENZI, devi deciderti i Sindacati SI o NO????? mi sembra che tieni i piedi in due staffe, mi sembra che tu abbia deciso che gli italiani si debbano organizzare  in una rivolta epocale (ghigliottine?), mi sembra anche più aumenti i balzelli meno italiani li pagheranno...forse stiamo diventando per necessità un popolo di evasori su tutti i fronti...penso che tu non sia un genio...ma ben peggio di te TUTTI QUELLI CHE TI CIRCONDANO. Con un certo ribrezzo, sconforto e grande disprezzo Riccarda Balla

  • d.l. n. 34/2014, che ha modificato il d.lgs. n. 368/2001, le principali novità in tema di contratti a tempo determinato nel settore privato sono:
    • l'abolizione delle causali giustificatrici dell'apposizione del termine e delle ragioni oggettive per la proroga,
    • la previsione di una durata massima triennale del contratto,
    • la possibilità di proroga fino a cinque volte nell'arco del triennio,
    • la previsione di un limite massimo legale al numero complessivo di contratti a termine instaurati da ciascun datore di lavoro.

  • il contratto a tempo determinato deve avere una durata massima di 36 mesi. È la prima volta che la legge individua una durata massima del primo contratto. Restano confermati, invece, l’obbligo di specificazione del termine in forma scritta e il periodo massimo di 36 mesi, comprensivo di proroga e rinnovi, oltre il quale non è possibile assumere a termine lo stesso lavoratore per lo svolgimento di mansioni equivalenti;
  • non sono più richieste ragioni oggettive per la proroga, con onere della prova a carico del datore di lavoro: è sufficiente che la proroga sia riferita alla medesima attività lavorativa. Si consente inoltre di prorogare il contratto più volte (8 secondo il testo iniziale del d.l. n. 34/2014, 5 all’esito della conversione) anziché una sola, come in passato;
  • il numero complessivo di contratti a termine non può eccedere il limite del 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato. È comunque sempre possibile un’assunzione a termine per le imprese che occupino fino a cinque dipendenti.
Su quest’ultimo limite si rendono necessarie tre osservazioni.
In primis la pena prevista per il superamento di tale limite, originariamente non indicata dal testo del decreto, è una sanzione amministrativa di tenore esclusivamente pecuniario, calcolata sulla retribuzione corrisposta ai lavoratori a termine assunti in eccedenza. La legge non prevede, invece, espressamente, la conversione a tempo indeterminato dei contratti stipulati in violazione del limite.
In secondo luogo, è fatta salva la possibilità, già prevista in precedenza, che i sindacati comparativamente più rappresentativi individuino una diversa soglia massima di utilizzo attraverso le cd. clausole di contingentamento contenute nei contratti collettivi.
Infine, in sede di prima applicazione, il datore di lavoro è tenuto a rispettare tale soglia entro il 31 dicembre 2014, salvo che un contratto collettivo applicabile in azienda disponga una soglia o un termine più favorevoli. In caso di violazione dei limiti sopra indicati, è fatto divieto al datore di lavoro di assumere lavoratori a termine.



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