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giovedì 27 novembre 2014

M5S NEL CAOS

sondaggi m5sNel Movimento Cinque Stelle spira di nuovo aria di bufera. E si ridà il via alle epurazioni.Beppe Grillo ha infatti riaperto le votazioni onlin per decidere se cacciare o meno i deputati Paolo Pinna e Massimo Artini, colpevoli di non rispettare il codice interno. Secondo quanto sostiene il guru dei pentastellati, infatti, non avrebbero restituito parte dello stipendio
. E, chi non lo fa, ricorda Grillo, "viola il regolamento interno, impedisce in questo caso a giovani disoccupati di avere ulteriori opportunità di lavoro oltre a tradire un patto con chi lo ha eletto. Un comportamento non ammissibile in generale, ma intollerabile per un portavoce del M5S". 
"Io le regole le ho sempre rispettate, i soldi li ho restituiti come previsto", è stata la replica di Pinna. "Sono loro che le stanno violando visto che", sulla procedura di espulsione, "non stanno passando per l'assemblea come previsto da Statuto M5S", ha aggiunto la deputata. D'altronde, non sono pochi coloro che dietro la procedura leggono il tentativo di sbarazzarsi di qualcuno che, nei giorni scorsi, ha criticato non poco lo stesso Movimento.
Pinna, già accusata in passato di essere una dissidente, aveva infatti apertamente sostenuto che il Movimento "perde pezzi, è inutile nasconderlo". "Da interpreti della  protesta e da unica alternativa credibile a un sistema corrotto e inefficace, dominato da un malaffare lontano dalle istanze dei cittadini, siamo diventati marginali sulla scena politica", aveva aggiunto. "Ci siamo auto-condannati all'esclusione rinunciando al nostro ruolo di innovatori, che è stato usurpato da chi oggi inneggia a un 2 a 0 che non c'è o da chi festeggia dicendo 'ho fatto meglio dell'Umberto e anche del Silvio'. Dicono che diamo 'un'immagine di stallo aggravata da una comunicazione confusa'. E non è la  cattiva stampa a farlo, o i giornali di regime. È il voto di quelli che  erano gli unici nostri alleati, gli italiani, stanchi di essere arringati da questo e da quest'altro capopopolo e desiderosi di vedere le cose cambiare in meglio".
Durissime anche le parole di Artini. "La gente sul territorio non è arrabbiata, di più", ce l'ha "con chi si inventa una cavolata come quella di Mussolini che non ha ucciso Matteotti da mettere sul sito il giorno in cui ci sarebbe da parlare della sconfitta elettorale. Immagino ce l'avessero nel cassetto da mesi", aveva detto in un'intervista a Repubblica. "Il punto è che non riusciamo ad avere la credibilità che ci meritiamo. Anche stavolta, non siamo stati credibili. E visibili".

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