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venerdì 7 novembre 2014

Le Pleiadi e il loro grande segreto svelato (forse)

Di notte alzando gli occhi al cielo si può ammirare uno degli ammassi più familiari, quello delle Pleiadi. Questo ammasso un tempo, specialmente per i greci, veniva usato per il test della vista e chi riusciva a vedere più di 4 stelle era considerato un guerriero.
Oggi nell’ambiente cittadino a causa dell’inquinamento luminoso riusciamo a vedere non più di cinque stelle, ma in realtà da un luogo più buio se ne possono contare fino a dodici. Le Pleiadi, M45 del Catalogo Messier, nella costellazione del Toro, sono l’ammasso stellare aperto più studiato. Le giovani stelle che lo compongono sono in gran parte gigante azzurre e la più brillante è Alcyone (mag. 2.86), mille volte più luminosa del Sole. Le Pleiadi hanno però un segreto, la loro distanza. I manuali classici oscillavano tra 390 e 410 anni luce, basandosi su studi fotometrici e il satellite astrometrico Hipparcos aveva convalidato la distanza minore di 390 anni luce. In questi giorni, però, la rete di dieci radiotelescopi intercontinentali VLBA, con il metodo astrometrico, ha misurato una distanza ben maggiore: 443 anni luce con l’incertezza dell’1%. A togliere ogni dubbio sarà il nuovo satellite astrometrico europeo Gaia che raggiungerà la precisione di 0,25 millesimi di secondo d’arco e ridurebbe l’incertezza allo 0,3%.

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