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lunedì 10 novembre 2014

LE COLICHE GASSOSE NEI NEONATI....

Fin dai tempi più remoti vedere un neonato che piange, che diventa rosso, tira su braccia e gambe, serra i pugni e, contraendo la pancia emette aria, ha portato alla conclusione che questo neonato dovesse avere una vera e propria colica addominale.

Del resto era facile constatare come quel contorcersi e ritrarsi di braccia e gambe fosse del tutto simile a quanto era stato visto fare al povero vecchio amico, ormai deceduto, che era stato vittima di un gran dolor di pancia (chi sa, qualche peritonite allora non diagnosticabile!). Ma più semplicemente è osservazione comune che un adulto quando ha un forte mal di pancia tende spontaneamente a rannicchiarsi e ad assumere quella forma contratta e raccolta. Dunque nessun dubbio: è storia antica che i neonati che fanno così hanno le coliche, e probabilmente d`aria, visto che spesso, mentre piangono, ne emettono tanta e rumorosamente!
Ma non è proprio così. Il fatto è che il neonato ha modi di manifestare i suoi stati d`animo poco variegati, con risposte pressoché globali, che coinvolgono tutto l`organismo; non soltanto i muscoli specifici, quelli dedicati alle espressioni. In altri termini, quando un neonato piange, lo fa con tutto il corpo: non solo usa la mimica del viso, ma si contrae tutto, chiude i pugni, retrae le gambe; attiva ogni muscolo, anche quelli del torchio addominale, quindi spinge… e non è escluso che così facendo emetta aria. L`aria è sempre presente nel tubo digerente di ogni umano a qualunque età, e soprattutto in quello di un neonato (il latte è ricco di lattosio, zucchero che fermenta facilmente), ma poche sono in realtà le circostanze in cui l`aria possa procurare dolore: accade ad esempio se le pareti sono irritate, infiammate (in presenza cioè di una “colite”). Ma non è certo l`aria a far sì che, da sempre, i neonati, arrivando a sera, quando inizia a far buio, comincino ad “avere le coliche”, che magari si calmeranno facendo un giro in macchina o quando, sfiniti, si abbandoneranno al sonno tutti, genitori compresi. Per riparlarne poi sul prossimo far della sera.
Strana malattia questa che viene ad ore precise e soprattutto quasi sempre sul far della sera! Insomma su centinaia di bambini cui si attribuiscono coliche d`aria, probabilmente poche decine avranno veramente fastidi addominali, ma la gran parte sono semplicemente neonati che piangono (per tremila altri motivi, anche i più imperscrutabili) solo che lo fanno, come tutti i neonati, con modalità fisiche che, a vederli, assomigliano ad uno che ha coliche addominali.
Un`epidemia da cui non si scappa . Quella dunque che sembra una vera e propria epidemia di coliche dei nostri bambini, cui solo pochi fortunati sfuggono, altro non è che la somma di tanti piccoli problemi e disagi che fanno “bambini che piangono”. Cosa serve allora a questi neonati: sicuramente non le goccioline per l`aria, né tanto meno farmaci antispastici, ma semplicemente un genitore che con calma ed una buona dose di pazienza, si accosti a lui e cerchi di calmarlo prima ancora che di capirlo, sperimentando via via soluzioni (cambiarlo, coccolarlo, nutrirlo…), che possano rassicurarlo e interrompere il pianto.
Certo sarà soprattutto la sera che, tutti più stanchi e anche un po` intimoriti dalle ore che verranno (si fa buio, le farmacie chiudono e i dottori non si trovano più; c`è da affrontare la notte, il vicino finirà per protestare...), sarà meno facile “capirsi”, cioè rassicurarsi e trasmettere sicurezza (e questo spiega le coliche solo la sera).
La cosa peggiore che possa capitare a questi neonati, colpevoli solo di aver protestato vigorosamente (e “globalmente”) magari per un disagio relativamente modesto, è quella di essere portati di corsa al Pronto Soccorso Pediatrico, dove finiscono quasi sempre per ritrovarsi un sondino che, ben lubrificato, gli penetra nel retto alla ricerca di un po` di aria (che per fortuna non manca mai, e anche il medico di turno fa la sua bella figura!).
A questo punto di solito si calmano : ma forse soprattutto perché il genitore sente che qualcosa di risolutivo è stato fatto; il figlio è ora “in buone mani” e quindi il genitore stesso diviene più capace, più rassicurante. Questa volta riprendendolo dalle braccia del dottore saprà mantenerlo calmo non trasmettendogli più tutto quel panico, quella tensione che il bambino avvertiva benissimo dal contatto, più che dalle parole.
Io poi ho una teoria personale, poco scientifica ma buona per scherzarci un po`. Credo che i neonati di oggi non ne possano più di essere “calmati” col sondino rettale e ormai è un passa parola: alla prima rettale che gli capita… tutti zitti, basta piangere, c`è rischio che i genitori quell`arnese infernale se lo portino anche a casa!


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