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domenica 23 novembre 2014

L'alba di una nuova sinistra europea

In Grecia Syriza si prepara a prendere il governo alle elezioni anticipate di febbraio o marzo. In Spagna a ottobre potrebbe toccare a Podemos di Pablo Iglesias, nato da pochi mesi e ora stimato poco sotto il 30 per cento. Nella primavera del 2016 il Sinn Fein punta al ruolo di primo partito d’Irlanda. In Portogallo il fronte di sinistra viaggia oltre il 20 per cento…


Tutte queste forze hanno origini e stili differenti. Syriza è l’approdo di un lungo processo di fusione di vecchie e minoritarie sigle della sinistra radicale. Podemos si forma nei movimenti fuori dai partiti, gli indignados. Sinn Fein ha oltre un secolo di storia ed è nato come movimento indipendentista. Tutte però hanno capito che l’unico campo di azione politica per una nuova sinistra è l’Europa. E che in Europa ormai esistono soltanto tre fronti politici, tre strade. La principale è la grande coalizione permanente fra socialisti e popolari, quella che governa a Bruxelles con Juncker e in metà dei governi dell’Unione europea, compresi Italia e Germania, e si propone di continuare sulla via dell’austerità di Merkel, al netto di chiacchiere e distintivi. La seconda è il risorgente nazionalismo dei populismi di destra, i fascismi del XXI secolo, da Lepen a Farage a Orban. La terza strada è incarnata dai movimenti come Syriza e Podemos e Sinn Fein, che sono contro lostatus quo e contro chi vuole distruggere l’Unione europea. Questi movimenti propongono un europeismo più giusto e solidale.

Nel programma che Tsipras presenta agli elettori greci non è compresa nessuna miracolosa ricetta nazionale per uscire dalla crisi. I tre punti centrali sono: 1) la fine immediata dell’austerità in Europa; 2) una conferenza europea per lariduzione del debito pubblico; 3) un New Deal continentale per la creazione di milioni di posti di lavoro. Podemos ha già aderito a questa impostazione europeista e non solo sui tre punti…


Il 2015 può segnare una grande novità in Europa a partire dalla periferia, a partire dalla Grecia, dalla Spagna e dall’Irlanda. Il 2015 può segnare la nascita di una nuova sinistra europea che sia allo stesso tempo post-ideologica e al passo con i tempi, una sinistra che ponga come base l’importanza di un socialismo che mira ad un mondo con meno ingiustizie e diseguaglianze sociali, una società con maggiore rispetto per l’ambiente e gli ecosistemi, una società dove trionfanoequità sociale, rispetto per le libertà dell’individuo e dove il progresso non sia solo tecnologico.

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