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sabato 29 novembre 2014

La cultura rimane al palo

valleNon si può dire che gli ultimi due Ministri per i Beni e le attività Culturali (e da ultimo per il Turismo), Massimo Bray (governo Letta) e Dario Franceschini (governo Renzi), non abbiano operato in maniera concreta in molti ambiti del sistema cultura del nostro Paese. Dopo il Dl “Valore Cultura” di Bray e il lavoro istruttorio sia per la riforma dei criteri di funzionamento del Fondo Unico per lo Spettacolo che per la riorganizzazione del ministero, il ministro in carica Dario Franceschini ha definito un nuovo decreto legge, il n. 83, chiamato “Art Bonus”, trasformato in legge e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 luglio 2014.

Un elemento positivo è la relativa tenuta del capitolo che riguarda il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del turismo, che tuttavia rimane assolutamente inadeguato rispetto alla necessità di rilancire il Paese attraverso la cultura. Nella relazione sulle variazioni delle spese dello Stato stilata dal Mef a luglio 2014, lo scostamento tra previsionale e spese ed impegni effettivi è minimo: si passa da 1.393,9 mln di euro a 1.399,8 mln di euro. Tuttavia la percentuale sul Pil 2014 non si scosterà dall’omeopatico 0,11% (a meno di un leggero aumento vista la previsione dell’Istat di diminuzione del Pil anche per quest’anno del -0,3% rispetto al 2013) e il peso del budget del Mibact sul totale delle spese dello Stato si assesta, ancora una volta, intorno allo striminzito 0.20 %, dato costante dal 2009 in poi. Nel 2000 la percentuale era dello 0,39%. Come si legge nella comunicazione del maggio 2013 del ministro Bray, «il bilancio del Mibact dal 2008 al 2013 ha subito una riduzione del 24%, passando da 2.037 mln di euro a 1.547 mln di euro (previsione di spesa)». Il consuntivo 2013 si attesta sui 1.690 mln di euro con un recupero importante di 150 mln. La legge di stabilità 2015 prevede pochi interventi che coinvolgono le poste di bilancio del Mibact: una spesa di 100.000 euro per il 2015 a sostegno della tutela del patrimonio Unesco della città di Ragusa e un investimento di 30 mln nel 2015 e di 50 mln nel 2016 per l’attuazione degli interventi per il piano strategico «grandi progetti culturali» contenuto del Dl “Art Bonus” varato quest’anno. Ma nei prossimi anni si dovranno valutare con attenzione gli effetti della riorganizzazione interna del Mibact varata a seguito del decreto legge sulla spending review e del nuovo regolamento per accedere ai fondi del Fondo Unico per lo Spettacolo.
sblanciamoci/

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