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sabato 22 novembre 2014

Kenya: milizia somala Shebab attacca autobus, giustiziati 28 passeggeri non musulmani

Il maggior numero di vittime sono proprio le religioni a farlo e da sempre. La realtà delle guerre di religione mette inequivocabilmente in luce come gli uomini seguano nelle loro azioni soltanto interessi particolari e come facciano un uso strumentale della religione.

Ma  il termine sociologicoculturale e  religioso di tolleranza cioè  alla capacità collettiva e individuale di vivere pacificamente con coloro che credono e agiscono in maniera diversa dalla propria, oggi il sistema autoritario che ha  oramai preso piede si fonda, al contrario, proprio: sull'intolleranza che conduce alla violenza ed all'instabilità sociale, strano ma vero in questa società globalizzata sta diventando la regola piuttosto che l'eccezione. La tolleranza, il rispetto del tutto :( Periandro di Corinto ha scritto “Abbi cura del tutto”) rivolto alle cose così come sono, e non come noi vorremmo che fossero, aprendo l'uomo alle infinite possibilità dell'essere e non, al contrario, Tutto questo che dovrebbe essere insito nell'uomo che conosce la regola del rispetta se vuoi essere rispettato, oggi, per una serie di fattori che contemplano più che altro un desiderio di possesso, di 'interessi più o meno personali o di una vera e propria follìa collettiva, dovuta ad un bombardamento di idee su menti che hanno perso la loro identità, un gregge senza più la capacità di essere indipendente, la cui guida è affidata non al mentore di Fènelon  ma ad un perfido Lucifero.                            La filosofa Hannah Arendt spiega che la tolleranza è la capacità di pensare, anche per un solo istante, che l'interlocutore possa aver ragione. Perciò vale sempre la pena di mettersi in ascolto. Da questo si deduce che un qualsiasi credente monoteista è per principio intollerante (non accetterebbe mai che un ateo, un agnostico o un credente di altra religione possa, anche per un solo istante, aver ragione per ciò che riguarda Dio o un proprio Dio, ciò che rende ancora più intollerabile qualunque altro credo).   Riccarda Balla

 Guerriglieri armati hanno rivendicato l'esecuzione: hanno fermato il mezzo diretto a Nairobi e costretto i viaggiatori a leggere il Corano prima di sparare a sangue freddo contro chi non era in grado di farlo

NAIROBI - Costretti a leggere il Corano, poi giustiziati. Ventotto persone sono morte in un attacco a un autobus del trasporto pubblico nel nord-est del Kenya. All'alba un gruppo di uomini armati appartenenti alla milizia islamista somala Shebab ha bloccato il veicolo - diretto a Nairobi - nella contea di Mandera, al confine con la Somalia, e ha sparato contro i passeggeri.

La notizia è stata prima confermata da fonti ufficiali, secondo le quali un gruppo formato da un centinaio di militanti armati ha fermato il mezzo diretto a Nairobi, poi rivendicata dagli stessi guerriglieri. Gli assalitori - riferisce la Bbc citando le fonti locali - hanno riunito in un gruppo tutti quelli che ritenevano non fossero musulmani prima di ucciderli a sangue freddo a colpi di arma da fuoco all'interno dello stesso veicolo. Pare che i miliziani abbiano costretto i passeggeri a leggere versi del Corano prima di uccidere coloro che non erano in grado di farlo. In tutto, il mezzo trasportava 60 persone. 

"Posso confermare che 28 passeggeri innocenti sono stati brutalmente giustiziati dagli Shebab", ha detto il capo della polizia regionale Noah Mwavinda, confermando che le vittime non erano di religione musulmana.

Fonte Repubblica.it

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