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mercoledì 26 novembre 2014

Inquinamento. L’aria peggiore d’Europa si respira in Pianura Padana

Ambiente. L'aria peggiore d'Europa si respira in Pianura Padana, 300 morti all'anno in LombardiaLa zona più inquinata d'Italia e d'Europa è la Pianura Padana. A dirlo diversi studi che stimano come ogni abitante perda in media da 2 a 3 anni di vita a causa dell’inquinamento. Nella sola Lombardia, ogni anno, circa 300 persone muoiono a causa dello sforamento delle soglie di inquinamento fissate dall'Organizzazione mondiale della sanità, l'80% delle quali nella sola Milano.

Questo lo scenario mostrato all'interno del convegno "I costi dell’inquinamento atmosferico: un problema dimenticato", organizzato da Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, IEFE – Università Bocconi e Associazione Peripato.
"Secondo l'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente sulla qualità dell'aria in Europa – ha affermato Edoardo Croci, direttore di ricerca allo Iefe-università Bocconi – la Pianura Padana, nonostante la tendenza al miglioramento, resta la peggiore d'Europa in termini di qualità dell'aria, insieme all'area più industrializzata della Polonia".
A Milano, in particolare, "la responsabilità principale delle emissioni di Pm 10, circa l'85%, è del traffico – aggiunge – e in Area C (la zona con accesso a pagamento, ndr) l'Amat (Agenzia mobilità ambiente territorio) ha stimato che oltre il 70% delle emissioni allo scarico è attribuibile ad auto e camion diesel euro 3 e 4 e a motorini a due tempi. Politiche che riducano la circolazione di questi veicoli possono dunque generare grandi benefici anche in termini economici", ha proseguito Croci.
Attraverso le misure adottate per ridurre lo smog, come le restrizioni al traffico, l'incentivo all'uso della bicicletta e al car sharing, la situazione è migliorata, ma non è ancora sufficiente. I dati rilevano una diminuzione del 18% delle concentrazioni di Pm 10 e del 10% di quelle da ossidi d'azoto. Il Pm10 non è solo un problema di Milano: si sono registrati, infatti, picchi di inquinamento in tante altre città italiane.
"Il dato più importante – spiega Pier Mannuccio Mannucci, direttore scientifico del Policlinico – è il marcato miglioramento della qualità dell’aria attraverso la riduzione della componente del particolato chiamata black carbon, che è considerata la più nociva per la salute dell’uomo per la sua elevata capacità di superare la barriera polmonare ed entrare nella circolazione del sangue. Anche durante le domeniche senza traffico, tanto criticate per la loro inefficacia nel ridurre le concentrazioni globali di PM 10, è stata ottenuta una riduzione del black carbon del 78% in paragone a precedenti domeniche con traffico normale e simili per condizioni meteorologiche".

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