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domenica 23 novembre 2014

Ingroia si leva qualche sassolino dalla scarpa......con ragione!

Più volte, noi di Free Italia.net abbiamo messo in evidenza che la presenza di Ingroia su Trapani non era ben gradita, il suo operato qualche disturbo deve averlo proprio dato, quella di Ingroia fu una scelta azzeccata da parte di Crocetta (quando ha ragione ha ragione!) ma a quanto pare ad un certo PD (Cracolici in prima persona) e ad un movimento che parla di legalità, ma nel fatto specifico, si è ammutolito (!!)...la continuazione del lavoro iniziato da Ingroia non andava giù... tanto da inserire il famigerato art. 2..un piccolo comma che metteva al sicuro la provincia di Trapani da azioni che avrebbero cambiato un pò il volto e le abitudini di un territorio in cui la mafia ha sempre fatto da padrona, con tanti, tanti e tanti amici..
.Era una buona occasione.....ma è inutile dirlo...gli interessi personali sono prioritari, se il territorio è affamato meglio, diventa un bacino di braccia armate...Forse Ingroia pensava che una parte della mentalità stesse cambiando, sopratutto nei giovani...non è così, purtroppo...infatti è stato lasciato solo...non una voce si è levata a gridare che era un "peccato", è mancata anche la voce dei giovani,,,nulla in realtà si vuole che cambi..... tranne noi di Free Italia.net (e forse qualche altro)... tutti gli altri muti....inclusi i partiti politici che si vantano di essere innovativi.    Riccarda Balla   a seguire l'articolo de Il Fatto Quotidiano.


Fonte il FattoQuotidiano, 23 Novembre 2014
INGROIA "CACCIATO DA TRAPANI
PERCHÉ TAGLIAVO GLI SPRECHI"
L'EX PM DOVEVA ESSERE CONFERMATO COME COMMISSARIO DELLA PROVINCIA
"MA ALL'ASSEMBLEA REGIONALE È SPUNTATA UNA NORMA CONTRA PERSONAM"
di Giuseppe Pipitone E ra un comma piccolo piccolo, nascosto nel disegno di legge per prorogare
i commissari provinciali.Una norma di tre righe che aveva come effetto diretto quello di impedire la riconferma di Antonio Ingroia come commissario della provincia di Trapani. In attesa che il governatore della Sicilia Rosario Crocetta abolisse definitivamente gli enti intermedi, sull'isola infatti le province sono state affidate ai commissari nominati direttamente dal presidente. INCARICHI SCADUTI a fine ottobre, che quindi andavano rinnovati. Solo che all'Assemblea
regionale siciliana, si è
materializzata quella norma,
che al secondo comma prevedeva
come i nuovi incarichi
non potessero "essere conferiti
a soggetti esterni ai ruoli
dell'amministrazione regionale
titolari di altri incarichi
conferiti dalla medesima amministrazione".
Ovvero, se
non sei un dipendente regionale
ma hai già ricevuto un
incarico da palazzo d'Orleans
non puoi essere nominato come
commissario delle province.
"È chiaramente una norma
contra personam: nella fattispecie
contro la mia personam"
dice Ingroia, chiamato da
Crocetta un anno fa a guidare
Sicilia e-Servizi, la società che
gestisce il sistema informatico
della Regione, e poi nominato
nel febbraio scorso a fare da
commissario in provincia di
Trapani. "Con quell'emendamento
hanno praticamente
bloccato la mia opera di r i sanamento
nella provincia di
Matteo Messina Denaro" dice
l'ex procuratore aggiunto di
Palermo. "Sicilia e-servizi non
ha alcun rapporto con la provincia
di Trapani: come presidente
e commissario non
ero assolutamente in conflitto
d'interesse" spiega l'ex pm,
che fa risalire le cause della sua
cacciata alle azioni intraprese
nella gestione della provincia.
Come per esempio i tagli operati
nell'affittopoli delle scuole.
"La provincia pagava 5 milioni
di euro l'anno per affit-
NON CI STO
"Avevo scoperto molte
irregolarità". Sulla
vicenda della Corte dei
Conti per le assunzioni da
Sicilia e-Servizi: "Ci sono
due sentenze contrarie"
tare gli stabili delle scuole,
300mila euro per ogni immobile:
prezzi fuori mercato, uno
scandalo. Io ho iniziato a verificare
la congruità dei prezzi,
ho razionalizzato la gestione
degli spazi, e alla fine avrei r i sparmiato
tra i 3 e i 4 milioni
di euro all'anno. M a m i hanno
bloccato prima".
Tra le azioni intraprese che gli
avrebbero fatto guadagnare le
antipatie dei partiti, l'ex pm
cita anche i l caso della Meli'ex
magistrato Antonio Ingroia LaPresse
gaservice, una società partecipata
della provincia. "In
pratica si trattava di un carrozzone
mangiasoldi: assumevano
personale ogni anno,
con logiche clientelari, mentre
invece il fatturato diminuiva
sempre di più. Io ho azzerato
la società, ho mandato
le carte al tribunale e ho iniziato
a verificare le responsabilità
degli amministratori
passati".
NELLA GESTIONE delle par
tecipate regionali, l'ex magistrato
ha riscontrato anche responsabilità
penali. "È per
questo motivo - spiega - che
nei prossimi giorni denuncerò
tutto al procuratore di Trapani
Marcello Viola". Proprio
oggi, nel frattempo, la corte
dei Conti ha formalizzato che
il 15 maggio prossimo si terrà
la prima udienza contro lo
stesso Ingroia, Crocetta e sei
ex assessori della giunta regionale:
sono accusati di danno
erariale da un milione di euro
per le 76 assunzioni operate
da Sicilia e-Servizi.
La società era stata obbligata
dal tribunale del lavoro a farsi
carico dei dipendenti assunti
dall'ex socio privato della Regione:
tra questi la figlia e il
genero del boss mafioso Giovanni
Bontade, poi allontanati
da Ingroia, ma reintegrati dal
giudice del lavoro. "Sono stupefatto
- dice l'ex pm -perché
l'iniziativa di questo pm contabile,
se confermata, arriverebbe
all'indomani di ben due
sentenze del Tribunale del lavoro
di Palermo, che affermano
esattamente i l contrario,
confermando la piena legittimità,
anzi la doverosità del
mio operato. Questo pm contabile
vorrebbe che io disapplicassi
queste due sentenze,
ma io non posso farlo perché
altrimenti commetterei un
reato."

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