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venerdì 28 novembre 2014

Il “Mezzogiorno di fuoco” di Solidarność


Esiste qualche esempio bello, nella storia, di un popolo che si libera dalla dittatura con una resistenza diffusa, solidale e soprattutto non violenta. E’ quello che è successo in Polonia: fin dal 1980, i lavoratori con gli scioperi di Danzica e la popolazione con un capillare sostegno, avevano costruito quel sindacato un po’ particolare che era  Solidarność. Un sindacato a cui si rivolgevano tutti quelli che volevano essere rappresentati e aspiravano alla verità e alla libertà. Una vera e ampia organizzazione sociale cui si erano iscritti 13 milioni di persone in pochi mesi. L’interesse per questo esperimento polacco di lavoratori contro un sistema che pretendeva di rappresentarli a priori, era altissimo in tutta Europa, con i sindacati italiani in prima fila che stabilirono legami forti e diffusi su tutto il territorio con i lavoratori polacchi e le loro strutture.
Ma il diffondersi e il rafforzarsi di Solidarność, sempre e solo attraverso rivendicazioni e scioperi che perseguivano soluzioni di compromesso attraverso il negoziato, non poteva essere tollerato: stava diventando un vero e proprio contropotere. E fu così che il generale Jaruzelski, Presidente della Polonia (che aveva il fiato del Grande Fratello sovietico sul collo), fece un colpo di stato. Era il 13 dicembre 1981. Solidarność fu sciolta e i suoi dirigenti imprigionati.
In Italia si attivò subito una grande ondata di solidarietà che durò fino alla liberazione. Già, la liberazione … sembra una parola facile e bella, ma fu il risultato di una lotta tenace e lunga. Tra il 1988 il 1989 si riaprì il dialogo con il Partito Comunista al potere (POUP) e, attraverso un negoziato noto come “Tavola Rotonda”, ci si accordò per andare ad elezioni “semi-libere”: al Senato, infatti. si sarebbero assegnati i posti in base ai risultati della votazione, mentre al Sejm (Camera dei Deputati) solo 35 deputati sarebbero stati assegnati dal voto popolare, mentre gli altri 65 seggi sarebbero stati appannaggio del POUP.
La campagna elettorale fu difficile. E’ vero che Solidarność aveva visto ripristinato il suo carattere legale e  aveva potuto costituirsi in partito, ma rimanevano molte restrizioni, in particolare il POUP rendeva difficile qualsiasi azione di propaganda. E qui si innesta un piccolo, divertente episodio in cui sono implicati i lavoratori di una cooperativa  grafica (rossa, molto rossa) di Modena: la COPTIP. 
Gli amici di Solidarność mandarono, per vie clandestine ai sindacati italiani, il bozzetto di un manifesto opera di un giovane grafico, Tomasz Sarnecki che aveva ripreso la grafica del film “Mezzogiorno di fuoco” con Gary Cooper e Grace Kelly (adesso mettete la colonna sonora, ci vuole!).
Alla COPTIP, la cellula del PCI si oppose a che si stampassero manifesti per quei “fascisti” di polacchi che piantavano grane al Grande Partito Comunista Fratello … ma un gruppo di operai, appoggiati dal presidente della Cooperativa, Pignatti, decise di rispondere positivamente alla richiesta dei sindacati. Lavorando di notte durante il week-end, stamparono più di 100 mila manifesti con lo sceriffo Gary Cooper che aveva lo stemma di Solidarność al posto della famosa stella.
Ma quando i rulli con i manifesti giunsero nella zona cargo dell’aeroporto di Varsavia furono bloccati dai funzionari della censura. Solo dopo trattative di giorni, il Comitato di Solidarnosc, nel tardo pomeriggio del 3 giugno, riuscì a “liberarne” un paio di migliaia. I seggi sarebbero stati aperti la mattina dopo … Durante la notte, Gary Cooper- Solidarność fu affisso, ma solo sui muri del centro di Varsavia. 
La vittoria di Solidarność fu stratosferica: al Senato ottenne il 99% dei seggi e alla Camera piazzò 33 suoi deputati nella “quota libera” di 35 seggi. Il manifesto divenne il simbolo di questa vittoria davvero da “Mezzogiorno di fuoco” e fu riprodotto, negli anni successivi, adattandosi a vari obiettivi di comunicazione: fu tradotto al femminile per la parità di genere, ne fu fatta una versione in stile Andy Warhol, servì nel 2010 per ricordare il trentennale di  Solidarność. 
Andremo ancora alla caccia di qualche altra bella storia di solidarietà tra lavoratori italiani e lavoratori polacchi, utilizzando le presentazioni che sono state fatte da ricercatori e testimoni di quei tempi, durante il Convegno organizzato dall’Ambasciata di Polonia in Italia in collaborazione con la Cisl e con la Fondazioni Feltrinelli. Sì, perché a volte da un Convegno si può uscire col sorriso sulle labbra e allora significa che si è trattato di un ottimo Convegno.


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