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domenica 9 novembre 2014

Cura del cancro e maltolo, bufala?....No mezza verità

Gira molto sul web la notizia di una cura quasi risolutiva che porterebbe le cellule tumorali al suicidio, la notizia ha una base di verità, ovvero la sperimentazione, forse obbligata a fermarsi per mancanza di fondi. Due ricercatori dell'Università di Urbino modificando una singola molecola  il maltolo, derivata dal malto, porterebbe le cellule tumorali al suicidio, tutto è in fase di sperimentazione  e non si sa se potrà essere applicata sull'uomo. La notizia quindi che corre sul web. porta la gente verso inutili speranze, la ricerca deve comunque andare avanti nella speranza di risposte positive.



In sostanza: come in molti altri casi, si tratta di test di laboratorio che non si sa se possa essere replicati sull’essere umano. Senza scendere nel tecnico, sarebbero state sintetizzate due molecole (chiamate malten e maltonis) con la capacità di indurre alterazioni della cromatina (se ne parla anche in un articolo scientificoa loro firma). Da questo stadio a quello – eventuale – della sperimentazione sull’uomo passano di solito anni, quando va molto bene mesi. Altri anni sono poi necessari per valutare i risultati e applicare eventualmente il tutto su scala più ampia.


La ricerca è quindi in fase iniziale e sarà – forse – approfondita in futuro, nella speranza che possa portare risultati. Risultati che però attualmente sono molto distanti e il cui esito positivo è assolutamente non prevedibile. Affermare oggi che si tratti di una cura contro il cancro è quindi falso, come specificato anche dagli stessi autori. Così come è falso tutto il quadro dipinto negli appelli che circolano: niente oscuramenti, niente connivenze, niente complotti.
Molto più vero, semmai, il fatto che all’università manchino i soldi per farla, questa ricerca. Se di ciò si parlasse negli appelli (e magari anche in parlamento), evitando i complottismi, la questione sarebbe probabilmente un po’ più produttiva.
Oltre che sul piano brevettuale, gli studi sino ad ora condotti, hanno avuto un buon successo scientifico e sono stati pubblicati su riviste internazionali (British Journal of Cancer; Journal of Organic Chemistry), fornendo il presupposto per proseguire gli studi su modelli tumorali in vivo.

Riccarda Balla


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