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lunedì 10 novembre 2014

Breve storia del cinema - 5. Nascita e sviluppo del cinema statunitense

Nel 1892, Thomas Alva Edison aveva cominciato la costruzione dello studio Black Maria, sui terreni del suo laboratorio a West Orange nel New Jersey. Nel 1893, la costruzione del primo teatro di posa al mondo era terminata ed Edison con il suo assistente Dickson poté iniziare a produrre pellicole per kinetoscopi. I primi filmati di Edison mostravano brevi esibizioni di ballerine, acrobati, sportivi, girate perlopiù all'interno del Black Maria, piccole curiosità per gli utenti dei kinetoscopi. Nel 1894William Dickson realizzò, negli studi del Black Maria, uno dei primi esperimenti di registrazione e sincronizzazione sonora. Il breve filmato oggi noto come Dickson Experimental Sound Film, mostra due uomini che ballano al ritmo del violino suonato dallo stesso Dickson.



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L'anno seguente, però, Dickson lasciò la società di Edison per fondare l'American Mutoscope and Biograph Company che non avrebbe tardato ad entrare in competizione con la Edison Manufacturing Company. Rendendosi conto che i suoi kinetoscopi, destinati alla visione individuale, sarebbero ben presto passati di moda, Edison acquistò il brevetto per il sistema di proiezione messo a punto da Charles Francis Jenkins e Thomas Armat: il vitascope che avrebbe avuto la sua prima esibizione pubblica a New York, nell'aprile del 1896.



Nel tentativo di mantenere il controllo del mercato, Edison, che aveva fatto brevettare a suo nome tutti i principali dispositivi per la produzione e la proiezione cinematografica, cominciò ad intentare una serie di cause contro cineasti e produttori indipendenti scatenando una vera e propria guerra sui brevetti con l' American Mutoscope and Biograph Company, unica società a tenergli testa in quanto poteva sfruttare suoi propri brevetti. Fondamentale per questa società fu il possesso del brevetto sul ricciolo di Latham, un dispositivo che, allentando la pressione sulla pellicola all'interno della cinepresa e del proiettore, ed impedendone quindi la rottura, consentiva di girare film di lungometraggio.







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Non potendo appropriarsi di questo brevetto, Edison preferì venire a patti con la società del suo ex assistente. Nacque così, nel 1908, la Motion Picture Patents Company, un oligopolio di cui facevano parte, oltre alle società di Edison e Dickson, pochi altri produttori americani e le francesi Pathé eStar Film (marchio con il quale Méliès produceva e distribuiva i suoi film). Chiunque volesse produrre o proiettare un film negli Stati Uniti doveva pagare un compenso alla MPPC per l'utilizzo dei dispositivi di cui deteneva tutti i diritti. Grazie ad un accordo concluso con la Eastman Kodak, la MPPC gestiva anche l'approvvigionamento di pellicola cinematografica. La MPPC monopolizzava così il mercato nazionale e ne impediva l'accesso ai concorrenti stranieri. La rivalità prima e la complicità poi, tra laEdison Manufacturing Company e l'American Mutoscope and Biograpg Company ( che si chiamerà semplicemente Biograph Company a partire dal 1908), rallentarono ed ostacolarono lo sviluppo della cinematografia americana nei primi anni del novecento.


Edwin Stanton Porter fu il regista che maggiormente contribuì allo sviluppo del cinema americano in questo primo decennio del secolo.Edison lo assunse nella sua società già nel 1896. Iniziando come assistente passò ben presto alla regia. Porter ebbe la possibilità di visionare molti dei film prodotti in Europa che la società di Edison distribuiva negli Stati Uniti. Studiò con attenzione le opere dei registi di Brighton e fu grande ammiratore di Méliès, come traspare dai primi film che diresse. Del resto i diritti d'autore sui film non erano protetti, i film acquistati potevano essere copiati, imitati, rimontati, ciò faceva sì che lo stile del cinema delle origini fosse uno stile internazionale: una novità che compariva in questo o quel film poteva presto essere assimilata e sviluppata da un altro regista.


I primi film della Edison Manufaturing Company erano soprattutto vedute delle grandi città d'America, riprese di eventi e manifestazioni pubbliche, brevi esibizioni di atleti ed artisti girate in studio. Ma il cinema di finzione si andava sempre più imponendo sul mercato. Esaurita l'attrattiva rappresentata dal nuovo mezzo, gli spettatori si recavano al cinema per vedersi raccontare delle storie. E poiché si andavano affermando film di durata maggiore, le trame da svolgere si facevano sempre più complesse ed articolate. Porter si rese conto che il pubblico apprezzava tanto più un film, quanto più chiara e comprensibile ne era l'esposizione. Egli comprese che la chiarezza espositiva di un film dipende principalmente dal montaggio. L'assalto al treno, che Porter girò nel 1903, è considerato il film precursore del genere western, sorprende non solo per le sue sequenze filmate all'aperto, ma soprattutto per la nitidezza del racconto cinematografico che lo trasformarono presto nel film di maggiore successo commerciale di quegli anni.


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Nel montare il suo film, Porter sceglie di seguire per intero tutte le fasi della fuga dei banditi, torna poi indietro per raccontarci quelle del destato allarme e della ricerca dei malviventi. In un film più moderno il regista avrebbe probabilmente alternato le scene delle due sequenze narrative, come accadrà, ad esempio, in Lonely Villa | ►|, film di David Wark Griffith del 1909. Dream of a Rarebit Fienddel 1906, abbina alla sua chiarezza espositiva alcune scene avanguardistiche per l'epoca: in una delle scene iniziali ad esempio, tramite la sovrimpressione e dondolando la cinepresa Porter riesce ad esprimere l'ubriachezza del personaggio | ►|. Nei film di Porter è inoltre possibile notare come brevi movimenti di macchina e piani ravvicinati comincino a diventare sempre più frequenti.


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Al fianco di Porter fece il suo debutto alla regia James Searle Dawley con il cortometraggio The Nine Lives of a Cat (1907). Assimilata la lezione del suo maestro, Dawley divenne ben presto uno dei registi di spicco della Edison Manufacturing Company con la quale produsse film di grande successo come Frankenstein (1910) | ►|, primo adattamento cinematografico del romanzo di Mary Shelley.


In un suo film del 1908 debuttava come attore David Wark Griffith, già autore di alcuni sceneggiati per le compagnie di Edison e di Dickson, Griffith sarà destinato a diventare il maggior regista americano della sua epoca e a fornire un notevolissimo contributo allo sviluppo del linguaggio cinematografico. In questi anni Griffith realizzò centinaia di cortometraggi in cui esplorava in maniera più audace e disinvolta di altri le possibilità del montaggio narrativo.


Nel 1912 l'antitrust americano dichiarò nullo il brevetto sul ricciolo di Latham contribuendo a smantellare l'oligopolio della MPPC. Da questo momento la cinematografia americana potè ricominciare la sua corsa che l'avrebbe presto portata ai vertici del mercato globale. Poterono nascere nuove produzioni e debuttare numerosi altri cineasti come Mark Sennett, Maurice Tourner, Cecil B. DeMille o Thomas Harper Ince. Quest'ultimo rappresentò un'altra figura fondamentale per lo sviluppo dell'industria cinematografica americana. Prima ancora che per le sue opere, Ince, vi contribuì gettando le basi di quel sistema noto come studio system.








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Avendo cominciato la sua carriera come attore, attribuiva grande importanza alla recitazione e sceglieva con cura gli interpreti, spesso ricercandoli nel mondo del teatro. Come regista, e come produttore poi, praticò con frequenza il western, proprio per questo fu tra i primi a rendersi conto di quanto i paesaggi della East Coast fossero adatti per ambientarvi questo genere di film. Acquistò un ranch nei pressi Santa Monica che trasformò nel suo studio in seguito noto come Inceville.



Fu il primo a redigere sceneggiature in maniera dettagliata, indicandovi se le scene si svolgevano in interno o in esterno, di giorno o di notte, annotava che tipo di inquadratura effettuare e forniva note ai produttori, agli artisti, ai tecnici. Ciò gli consentiva di organizzare e pianificare il lavoro sul set, ad esempio riusciva a riprendere una stessa scena da diverse angolazioni coordinando più operatori, ottenendo poi spettacolari sequenze attraverso il montaggio. Sceneggiatura, riprese e montaggio erano spesso affidati ad una stessa persona, fu Ince a separare queste fasi di lavorazione del film attribuendone ciascuna ad uno o più professionisti specializzati. Egli ebbe inoltre il merito di portare alle fama talentuosi registi come William Surrey Hart o Fred Niblo. Thomas Ince morì in circostanze poche chiare durante una festa sullo yacht di William Randolph Hearst, il magnate dell'editoria che avrebbe poi ispirato, ad Orson Welles, il protagonista del film Quarto Potere.


Altri produttori seguirono gli esempi di Ince. Gli anni Dieci furono cruciali per lo sviluppo della cinematografia americana. Le nascenti società assumevano strutture piramidali che gestivano la produzione, la distribuzione e l'esercizio delle sale cinematografiche. Si costruirono i primi teatri di posa ad Hollywood, dove la mitezza del clima, che permetteva di avere luce naturale gran parte dell'anno, e la varietà dei paesaggi circostanti si rivelavano particolarmente favorevoli all'insediamento dell'industria filmica. La produzione si adeguò ai modelli industriali, vi erano diversi comparti che gestivano ciascuno una fase della produzione, dalla stesura della sceneggiatura al montaggio finale. Sono questi gli anni in cui si afferma lo star system: in un primo momento le case di produzione, nell’intento di far circolare solo il proprio marchio, evitavano di rendere noti i nomi degli attori, temendo anche che questi, vedendo accrescere la loro fama, avrebbero preteso compensi più alti. Ciononostante il pubblico imparò presto a riconoscere ed ad amare i propri divi ed alcune case di produzione cominciarono a sfruttare commercialmente la popolarità dei loro attori, seguendo anche l'esempio delle produzioni di Le Film D'art. Lillian Gish, Mary Pickford, Douglas Fairbanks, furono i primi grandi divi di Hollywood.



Decaduto il brevetto sul ricciolo di Latham, anche negli Stati Uniti cominciano ad affermarsi i film di lungometraggio. Dovendo confrontarsi con trame sempre più elaborate e in grado di tener viva l'attenzione dello spettatore fino alla fine, registi e produttori lavorarono al fine di ottenere un'esposizione sempre più chiara e comprensibile per lo spettatore. In un sistema che si andava evolvendo in maniera sempre più industriale, i singoli contributi dati da questo o quel regista si trasformavano facilmente in convenzioni universalmente valide. Se nel campo del montaggio e nell'utilizzo del primo piano Griffith indicherà la strada maestra, Cecil B. DeMille influenzarà profondamente il modo di utilizzare le luci in scena grazie al suo film I prevaricatori (1915). Fino al questo momento, infatti, i registi utilizzavano un'illuminazione piuttosto omogenea per illuminare il set quel tanto che bastava per girare agevolmente la scena. Ma nel suo film, DeMille, fece dell'illuminazione un uso espressivo. Utilizzando lampade ad arco comunemente in uso a teatro, poteva illuminare porzioni di scena lasciandone altre in ombra. La drammaticità di molte scene di questo film è dovuta proprio al sapiente uso di contrasti e agli effetti di chiaroscuro. Dalla metà degli anni Dieci, tutti i maggiori studi di Hollywood cominciarono ad attrezzarsi con diversi tipi di lampade con i quali ottenere effetti sempre più espressivi.


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Riferimenti bibliografici e sitografia

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