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venerdì 21 novembre 2014

Arte Preistorica e arte Antica

Le incisioni rupestri

Gli uomini preistorici hanno spesso rappresentato il loro mondo e forse il loro credo attraverso immagini visive.
L'arte emerse con la comparsa e la dispersione di persone attraverso l'Africa, Europa, Asia, Oceania e nelle Americhe.
Dipinti, sculture, incisioni, e, più tardi, ceramiche, rivelano non solo una ricerca della bellezza, ma anche  sistemi sociali complessi e concetti spirituali.



Cavallo (15.000-10.000 a.C. Lascaux, Francia)


La più antica arte che possiamo riconoscere compare in associazione con i resti di esseri umani già molto simili a noi.

Queste persone ci somigliavano molto, anche se il loro stile di vita dipendeva dalla caccia e dalla ricerca di cibo o, più tardi, dalla pastorizia e agricoltura di sussistenza.

E' possibile che altri popoli in precedenza abbiano saputo decorare i loro corpi e vestiti o incidere forme di alberi o paesaggi, ma, se anche lo facevano, la prova della loro arte non è sopravvissuta.

Le più antiche forme d'arte riconoscibili risalgono ad almeno 38.000 anni a.C. e furono trovate in Europa, Africa e Australia.

Ci sono anche tracce controverse d'arte rupestre di età simile ritrovate in Sud America.

Però opere di questo primo periodo non sono di facile classificazione, perchè non mostrano uno sviluppo simile a quello del disegno di un bambino, ciò la progressiva crescita di capacità e precisione nella rappresentazione realistica, che può precedere un livello più maturo di astrazione. Mentre, le più antiche e note opere d'arte, tra dipinti, sculture e incisioni, sembrano mostrare tutte queste qualità in una sola volta.

Esse sono il prodotto di menti intellettualmente capaci e sofisticate come le nostre.

In Europa e in Africa, le prime opere d'arte raffigurano animali ed esseri umani, ma anche le prime forme simboliche.

Le figure di animali sono scolpite realisticamente o tramite l'accentuazione di loro caratteristiche distintive, come le zanne del mammut o il corno di un rinoceronte.



Dipinti, sculture a bassorilievo e incisioni hanno ornato interni di grotte o gusci di rocce, dove i cacciatori-raccoglitori sono vissuti o hanno sostato.

Essi hanno inoltre abbellito caverne oscure e rientranze meno frequentate, che venivano illuminate con torce durante rituali di particolare significato sociale e spirituale.

Con la diffusione dell'agricoltura come stile di vita, la gente ha cominciato a stabilirsi nei villaggi ed a circoscrivere i propri territori. E così apparvero i primi disegni di mappe e paesaggi, insieme agli animali domestici ed alle figure umane.

Il cambiamento di stile decorativo delle ceramiche divenne il marchio per le generazioni successive di popoli preistorici.

Di tutte le opere d'arte preistoriche conosciute, un 70 per cento può essere attribuito ai cacciatori-raccoglitori, il 13 per cento a pastori e allevatori e il 17 per cento alle persone con un'economia organizzata (agricoltori, allevatori di bestiame e simili).

L'arte rupestre di tutti i gruppi sociali si compone di cinque motivi principali: figure umane, animali, attrezzi e armi rudimentali mappe locali e simboli o motivi di ideogrammi.

Ciò vale sia per gli oggetti portatili (incisioni, sculture o crete modellate) che per le superfici di immobili (pitture rupestri e incisioni).





Grotta con incisa la figura di una bestia mitica





Grotta con incisa la figura di una bestia mitica








CI primi vasi e porcellane




La decorazione di vasi è una tipica forma d'arte del Neolitico.

Il primo semplice vaso in terracotta colorata risale al gruppo di comunità neolitiche Peiligang della Cina (settimo/sesto millennio a.C.).

I successivi ritrovamenti di cultura Shao Yang (dal quinto al quarto millennio a.C.) comprendono vasi decorati con pesci e altri animali e vettovaglie tripodi a forma di gufo.

Le figure non avevano solamente un significato ornamentale simbolico, ma modificavano l'aspetto del vaso, facendo concentrare l'attenzione sulla decorazione, il colore di sfondo dei contrasti e il ritmo dei contorni.

I motivi raffigurati, anche se erano gli stessi di quelli utilizzati per l'arte murale, assumevano anche altri significati. Dal terzo millennio a.C. la varietà di forma e decorazione della ceramica è già ben sviluppata e vengono alla luce coppe, ciotole e piatti di vario genere.

Nel Vicino e Medio Oriente, la produzione di ceramiche inizia dal sesto millennio a.C.

Vengono realizzati semplici oggetti, rozzi, bruniti o colorati di rosso, decorati con conchiglie impresse e motivi geometrici o figurativi.

In Africa, la ceramica più antica è stata ritrovata in Egitto a Merimda, oggi Faiyum (quinto millennio a.C.), mentre nel sud Europa, i primi ritrovamenti risalgono al settimo millennio a.C. e sono spesso ben rifiniti e dipinti di rosso o nero con disegni geometrici.

Dal sesto millennio a.C., ceramiche fasciate, note come Bandkeramic sono comparse in tutta l'Europa centrale, dalla Francia fino all'Ucraina. Erano decorate con incisione di linee parallele, spesso riempite da punti tratteggiati.








Arte europea in grotte e su massi




Le espressioni artistiche delle grotte e quelle rupestri del tardo periodo dell'età della pietra o del Paleolitico superiore (che si è concluso all'incirca nel 10.000 a.C.), sono particolarmente famose ed hanno alcune caratteristiche particolari.

In questi antichi ambienti, grandi immagini di animali sono solo raramente associate a figure umane, generalmente assai più numerose.

Le specie rappresentate sono varie e alcune comprendono particolari coppie di animali, come bisonti e cavalli in Europa o elefanti e giraffe in Africa.

In entrambi i continenti sono a volte raffigurate bestie mitiche, composte per metà da animali e per metà da creature umane. Ritratti di persone sono invece assai rari, mentre raffigurazioni di paesaggi, piante, frutti e fiori sono del tutto sconosciute.

In Africa, a sud del Sahara, nell'attuale Tanzania (Kondoa Singida e nella Rift Valley), in cave di granito e gallerie arenarie, sono rimasti alcuni dipinti in nero e giallo e graffiti di antichi cacciatori.

Recentemente sono stati ritrovati anche alcuni lavori policromi, tra cui ideogrammi, pitture, impronte di mani e rare figure umane, insieme a tradizionali abbinamenti con elefanti e giraffe.

In aree densamente popolate del Nord Africa, l'arte si trova su pareti di roccia alla base di massicci montuosi come il Tibesti e Tassili, oggi circondati da vasti deserti.

In Europa, si conoscono circa 200 grotte e ripari che contengono forme d'arte.

La maggioranza è presente in Francia e Spagna, e il resto è in Italia, Portogallo, Romania e Russia.

I più antichi siti sono attribuiti al periodo Aurignaziano (36.000-30.000 a.C.).




Figura Neolitica di Idolo Clay che rappresenta un uomo seduto itifallico,
che si trova in Tessaglia. 4.500-3.200 a.C.


E' da notare che i dipinti e le figure di questa fase spesso raffigurano animali pericolosi come leoni, orsi, iene e rinoceronti lanosi, così come esseri umani, cavalli, e animali commestibili.

Nelle grotte si riscontrano anche impronte e motivi punteggiati. I colori utilizzati sono stati prodotti a partire dall'ocra (rossi e gialli), biossido di manganese (viola e nero) e carbone (nero).

Questi minerali venivano polverizzati sulle tavolozze di pietra e mescolati con grasso animale per inumidirli prima che fossero applicati con le dita, con ossi, spatole o spazzole.

Utensili d'incisione in pietra, noti come bulini, sono stati usati per incidere e scolpire opere portatili.

Nei successivi periodi europei del Solutreano-Maddaleniano (24.000-12.000 a.C.), grandi sculture in bassorilievo, incisioni, plastilina modellata e grandi composizioni tra cui molti animali, sono ritrovamenti caratteristici di siti come Roc-de Sers, Lascaux e Niaux in Francia.




Bisonte (15.000-12.000 a.C.) Altamira, Spagna



In alcuni siti come Altamira in Spagna (il primo esempio di arte rupestre che si è scoperto), venivano persino utilizzati ponteggi di legno per dipingere i notevoli fregi su pareti alte e soffitti. Nel Vicino e Medio Oriente, l'arte paleolitica ha fatto la sua prima apparizione prima del 12.000 a.C.

Arcaici cacciatori-raccoglitori dell'Arabia centrale hanno lasciato opere d'arte in forma di superfici con incisioni profonde, mentre in India, alcuni dei massi dipinti di Hills Vindihya possono essere datati dal 14.000 a.C. Tuttavia, molti dei più antichi dipinti disegnati in giallo sono stati sovrascritti con scene in rosso databili dall'età del bronzo. La vernice rossa è stata ottenuta da steli di piante e foglie.



Un senso di continuità

Nei templi di epoca storica, le strutture e le immagini possono essere sovrapposte l'una sull'altra.

Lo stesso è accaduto in periodi di migliaia di anni con iscrizioni e dipinti su rocce all'aria aperta o in profondità nelle caverne.

Questo può significare un bisogno spirituale di stabilire un senso di continuità.

In molti siti, ci sono esempi di sovrapposizioni multiple, databili dalla preistoria ai tempi moderni. Si va dalla Valcamonica in Italia a siti in Australia, dove sono venerate composizioni antiche traghettate fino ai nostri giorni e a volte anche "rinfrescate" per adattarsi a cerimonie più recenti.








Immagini di animali




Gli animali si trovano ovunque nell'arte preistorica, essendo i soggetti preferiti dei cacciatori, pastori e allevatori.

Siamo così in grado di riconoscere specie e razze che esistono ancora oggi.

Queste immagini ci forniscono anche preziose testimonianze di animali ormai estinti, come il leone delle caverne, l'orso, la tigre dai denti a sciabola, il mammut, l'Ilomoicerus (bufalo con grandi corna) e il cervo gigante.





Bisonte ferito che attacca un uomo (15.000-10.000 a.C.) Lascaux, Francia

Ci sono elaborati dipinti di animali nelle grotte santuario di Francia e Spagna e nei rifugi all'aperto di tutto il mondo.

In Europa, gli animali più spesso raffigurati sono cavalli, bisonti, mammut, renne, cerbiatti, cinghiali, pesci, anguille, uccelli e altri animali di valore come cibo e materie prime come pellicce, cuoio e avorio.

A Tassili e Tibesti in Africa, la fauna brulicante dei fiumi e dei laghi (ippopotami, coccodrilli, pesci e uccelli), delle pianure (bovini, capre e pecore) e della savana (elefanti, giraffe e rinoceronti) è immortalata sulla pareti delle rocce.

Tra le immagini degli animali più pregiate ci sono quelle di Altamira, nei pressi di Santander nel nord della Spagna. Ci sono immagini a grandezza naturale di bisonti, così come ritratti naturalistici di cervi, cinghiali e cavalli selvatici.







Soggetti dell'arte rupestre






Pittura in grotta 15.000-10.000 a.C. Lascaux, Francia



In Australia, la cultura Murray (20.000-8.000 a.C.) e la cultura Panaramitee (10.000-3.000 a.C.) hanno prodotto notevoli incisioni ideografiche.

In Patagonia (regione più meridionale del Sud America), la popolazione "Toldense" ha ricoperto le proprie caverne con impronte di mani.

Dopo il 12.000 a.C., un nuovo stile ereditato dall'Africa raffigurante numerosi esseri umani e piccoli animali appare nel Levante spagnolo e in Italia.

Ciò coincide con una fase nota in Europa come il Mesolitico, un periodo a volte considerato di transizione tra il periodo della caccia e foraggiamento del Paleolitico e le primissime fasi di allevamento associate al Neolitico.

In Nord Africa, il periodo tra il 12.000 e il 6.000 a.C. vede anche l'introduzione di rami, frutti e foglie in dipinti con persone e animali.





Pittura in grotta 15.000-10.000 a.C. Lascaux, Francia


I disegni testimoniano il cambiamento dell'ambiente che ha causato l'espansione del deserto e l'estinzione in queste regioni di elefanti, giraffe, leoni, rinoceronti e coccodrilli.

Essi mostrano anche l'introduzione di cani domestici, bovini, pecore e capre, quando le popolazioni sono passate dalla caccia-raccolta alla coltivazione-allevamento.




Pittura in grotta 15.000-10.000 a.C. Lascaux, Francia


A sud del Sahara tra il 5.000 e il 1.000 a.C., le rappresentazioni diventano più naturalistiche e identificabili.

I contorni sono particolarmente precisi ed espressivi, ma le figure degli elefanti, cervi, giraffe e altri animali selvatici rappresentano ancora archetipi piuttosto che determinati individui della specie.





Gruppo di raccoglitori-cacciatori


Come parte di una tradizione artistica ininterrotta, l'arte rupestre in Africa sub-sahariana continua in tempi relativamente recenti. La tradizione s'è conservata pure in Australia, dove riempie ancora importanti funzioni sociali e spirituali.

L'arte preistorica, in generale, può essere vista come la rappresentazione di un sistema simbolico che è parte integrante della cultura che esso crea.

Non è quindi facilmente comprensibile e accessibile ad altre culture. I simboli appaiono spesso ambigui, ed è probabile che essi abbiano anche cambiato di significato all'interno della stessa cultura che originariamente li ha prodotti.








Impronte






Pittura in grotta con impronte di mani sinistre, negative e positive, di una femmina
Rio Pinturas, Chubut, Patagonia, cultura Toldense (10.000 a.C.)



Impronte artistiche di mani sono frequenti nelle grotte del Paleolitico superiore.

Le impronte sono ottenute sia in positivo, con pressione delle mani, imbrattate di rosso, bianco, o nero, sopra la parete, che in negativo, delineando i contorni delle mani col colore, o in pseudo-positivo, evidenziando le mani in un colore e premendole contro il muro, che è stato dipinto con un colore diverso.

Sono quasi sempre mani sinistre (la mano destra era usata per la pittura) e spesso di sesso femminile(per esempio, in Patagonia), con le dita che a volte sembrano mutilate (Laussel Gargas e in Francia, El Castillo in Spagna) o limitate alle sole unghie alla fine di un lungo braccio (per esempio, Santian in Spagna).

A volte, le mani sono di bambini (ad esempio, al Gargas, Les Combarelles, e Le Postel in Francia e di Altamira in Spagna) o di neonati (Lascaux in Francia).

Le interpretazioni variano: possono essere simboli di possesso o segni di riti e cerimonie. Impronte risalenti al Neolitico sono state trovate a Catal Huyuk in Turchia.








Simboli astratti








In tutta l'arte delle grotte, a partire dall'Aurignaziano, motivi astratti convivono con figure umane e di animali e sono di pari importanza.

L'astrazione nasce dalla necessità di rappresentare, in un segno, un'idea con un significato sconosciuto agli estranei.

Le popolazioni del Paleolitico praticavano l'astrazione nella forma di simboli ripetitivi, che rappresentavano primitive costanti logiche che erano ampiamente condivise e diffuse.


Erano così rappresentate figure schematiche di animali, segni di falli e vulve, impronte di mani, serie di punti e tacche, che forse avevano un significato numerico e, occasionalmente, il simbolo antropomorfico stilizzato.

Altre rappresentazioni sono state raggruppate in sequenze associate allo stesso modo.

Queste potevano assumere forme diverse: pittogrammi, mitogrammi, figure schematiche o appena accennate figure dell'uomo e degli animali, ideogrammi, segni astratti ripetitivi (come frecce, bastoni, sagome di alberi, dischi, croci e forme a "V", linee parallele, serie di punti - e psicogrammi, segni che non hanno un ovvio riferimento ad oggetti o simboli reali.







Arte portatile






Cacciatori scagliano dardi con spear-throwers (atlatls)



La più antica arte portatile della Russia ed Europa centrale e occidentale comprende sculture di animali come orsi, leoni, e mammut, così come notevoli figure umane, di cui una con una testa di leone da Hohlensteinstadel, Germania.

Queste figure sono state effettuate su osso, corno, avorio e pietre.

Gli Spear-throwers (chiamati anche Atlatl) sono i dispositivi più efficaci di caccia prima dello sviluppo dell'arco. Sono stati rinvenuti alcuni esemplari di queste specie di lance intagliate e decorate, la cui tecnica di lavorazione di questi oggetti è diventata progressivamente più accurata.

Semplici decorazioni incise e punteggiate cominciarono ad apparire sulle attrezzature e oggetti di ornamento personale, come spille e pendenti.

Il periodo compreso tra il 30.000 e il 20.000 a.C. è noto per le figure femminili.

Generalmente caratterizzate da grandi seni, pance, glutei e cosce e pudenda esagerate, queste figure rappresentano le donne in tutte le fasi della loro vita: pubertà gravidanza, parto e obesità.

Solo raramente queste statuette mostrano i volti, (come nella bella testa nota come "La Venere di Brassempouy", che si trova in Francia), anche se spesso mostrano un tocco personale nelle acconciature e gioielli.

"Veneri", come gli archeologi hanno chiamato le sculture più dettagliate di sesso femminile, sono più comuni fuori dalla Francia, in particolare in Russia e alcuni esempi interessanti sono stati trovati anche in Germania e in Italia.

La più recente arte portatile è nota per le sue rappresentazioni più naturalistiche di animali su oggetti quotidiani e ornamenti personali.





La "Venere" di Brassempouy (Francia)








Altre immagini d'arte in caverne





































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