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martedì 18 luglio 2017

GENOVA 2001



SALVE vorrei raccontarvi la mia esperienza con i miei compagni le tre giornate di genova.
partiamo con  tante speranze per dire la nostra sono le 4.50 di quel 19 aprile 2001
siamo una sessantina di persone giovani bambini donne uomini che volevano intervenire per
dire la loro i più giovani avevamo chitarre vino birra ma una forza dentro da ribaltare questo
schifoso g8 tutti mi dicano lo rifaresti rispondo sempre nello stesso modo CERTO CHE SI

venerdì 14 luglio 2017

...giovani coraggiosi e baldi...

....Caccia al vu cumprà  illegale sulle spiagge del litorale romano..............
I primi giorni di luglio , giovani coraggiosi e baldi hanno pensato bene di cacciare dalle spiagge coloro i quali propongono merce falsa che distrugge l'economia del nostro paese, dando fastidio ai "benpensanti vacanzieri" ,disturbando i bagni di sole tanto attesi,e xké no ,emanando pure fetido odore..........
 questi schiavi che non versano contributi sono l'apice del malcontento nazional popolare, però se capita, l'italiano compra sfruttando questi poveracci che camminano dalla mattina alla sera sotto il sole per qualche euro
 Questi coraggiosi e baldi ragazzi ,vogliono
 sapere dove entra tutta la merce illegale nel nostro paese??, quella che vendono i vu cumprà sulle spiagge, anche da dove entra la droga a tonnellate?? X poi  catturarne qualche decina di kg per mostrarvi che i controlli funzionano e sono rigorosi.
Curiosissima di vedere come affrontereste narcotrafficanti internazionali ,e poco onesti funzionari dello stato, ma credo proprio ke questo mai avverrà... poiché siete i primi beneficiari di porcate simili...E da bravi vigliacchetti sapete prendersela con l'ultimo anello della catena!!!!!
Il problema sta ben oltre quei quattro poveracci che avete cacciato in stile rastrellamento, se siete così onesti, concentratevi su chi gestisce e chi vi gestisce fomentando il vostro odio, per questa società e che ci sta depredando di ogni briciolo di dignità....rendendo giusta e comprensibile la vostra becera vigliaccheria....

lunedì 3 luglio 2017

Emergenza idrica man-made

L'attuale cosiddetta “emergenza idrica” è in realtà un fenomeno che ha radici lontane. Provocata dalla cattiva gestione e dalla privatizzazione del servizio, si continua a far finta di nulla e a insistere su progetti che rischiano di devastare quanto rimane del residuo patrimonio idrico italiano. I dati che circolano in questi giorni (diminuzione della disponibilità d’acqua, crollo delle precipitazioni e delle portate di fiumi e sorgenti, aumento delle temperature medie) fanno emergere in tutta la sua drammatica realtà l’acuirsi di una crisi idrica.

Purtroppo, anche in questa occasione, il dibattito che si è sviluppato nel paese viene piegato agli interessi delle grandi lobby economico-finanziarie che provano così a rilanciare la strategia volta alla definitiva mercificazione del bene comune (acqua) e addirittura a mettere sul banco degli imputati i referendum del 2011.

Per l’ennesima volta si prova a a rimuovere dalla coscienza delle persone le reali cause di una crisi ecologica che ha cause commerciali ma non soluzioni di mercato. Addirittura si arriva a prospettare come cura esattamente la causa scatenante della malattia, ossia la sottomissione dell’acqua alle regole del mercato, del profitto e della concorrenza.

E’, altresì, evidente come la crisi idrica che si sta palesando in questi giorni in Italia sia il risultato del matrimonio tra il ciclo dell’acqua e il ciclo economico, essa è dovuta principalmente alla scarsità di questa risorsa. Scarsità “man-made”, cioè prodotta dall’uomo, tramite: sovrasfruttamento degli acquiferi, inquinamento delle falde e del reticolo fluviale superficiale, urbanizzazione, con conseguente diminuzione della disponibilità, divisione tra consumo agricolo, industriale, uso civile.

E allora l’onestà intellettuale imporrebbe di fare marcia indietro rispetto a una serie di opere e progetti che da una parte tendono a valorizzare economicamente l’acqua e dall’altra considerano il suo depauperamento come un effetto collaterale ineluttabile.
Ne elenchiamo solo dieci delle centinaia in cantiere in Italia:
  • pozzo di petrolio ENI di Carpignano Sesia, in area di ricarica della falda idropotabile di Novara, il Min.Ambiente ha appena approvato il progetto mettendo come prescrizione di “prevedere un approvvigionamento alternativo in caso di contaminazione”;
  • gasdotto Sulmona-Foligno della SNAM, con il tragitto su ben tre crateri sismici con un tunnel appena dietro la più grande sorgente dell’Italia Centrale, quella del Pescara a Popoli, dalla portata di 6000 litri al secondo;
  • Centro Oli di Viggianoche incombe sul Lago del Pertusillo, che disseta 4 milioni di italiani in Puglia e Basilicata, sequestrato nel 2016 e oggi protagonista di un ingente sversamento di petrolio;
  • Sorgente Pertuso: aumento delle captazioni presso la sorgente del Pertuso che alimenta il fiume Aniene nel Lazio;
  • aumento delle captazioni ACEA presso il lago di Bracciano;
  • costruzione delle gallerie dell’autostrada Roma-Pescara, un progetto faraonico da 6,5 miliardi di euro che andrebbe a ledere le falde acquifere presenti nelle montagne carbonatiche tra Lazio e Abruzzo;
  • l’inquinamento prodotto dalla SOLVAY sulla costa toscana tra Rosignano Marittimo e Vadache si configura come una vera e propria “bomba ecologica” visto che anche l’Agenzia Ambientale Onu ha classificato questo tratto costiero come uno dei 15 più inquinanti d’Italia;
  • progetti per uso idroelettrico nel bellunesecome sull’intero arco alpino che vanno ad impattare fortemente sugli ecosistemi fluviali;
  • costruzione di un impianto idroelettrico sul fiume Fridonel parco del Pollino con un devastante impatto sull’ecosistema fluviale;
  • l’inquinamento da PFAS(sostanze perfluoroalchiliche potenzialmente pericolose per la salute umana) delle falde ad uso idropotabile nel Veneto tra le province di Padova, Vicenza e Verona.


D’altra parte si prova ad accreditare la tesi per cui i due referendum per l’acqua pubblica del 2011 siano stati la causa della situazione attuale avendo determinato un crollo degli investimenti per cui non sarebbe stato possibile l’ammodernamento delle reti idriche da parte dei gestori.

Una bugia bella e buona. Infatti, gli investimenti sono in decisa flessione sin da fine anni novanta (quindi ben prima dei referendum) nonostante le tariffe dell’acqua siano aumentate più di ogni altro servizio pubblico.

Allora se le tariffe aumentano, gli investimenti diminuiscono e le perdite delle reti aumentano, appare evidente che c’è qualcosa che non torna.

La questione da porsi, che arbitrariamente viene elusa nel dibattito pubblico, è che il finanziamento del servizio idrico integrato ha dimostrato il suo fallimento dal momento in cui al principio del “full cost recovery”, ossia il costo totale del servizio deve essere interamente coperto dalla tariffa, si è associato l’affidamento a soggetti privati: entrate certe e anticipate a fronte di investimenti sempre più ridotti e dilazionati nel tempo. Con i risultati assolutamente inadeguati rispetto alle ingenti opere di cui il servizio idrico necessita.
Superato il concetto del “full cost recovery” ed esautorati i soggetti gestori di natura privatistica, per gli investimenti, occorre progettare, quindi, un sistema di finanziamento sia basato sul ruolo della leva tariffaria, anche su quello della finanza pubblica e della fiscalità generale.

Insomma, il giudizio di fallimento dell’attuale sistema di gestione dell’acqua in Italia è un dato di fatto ben difficilmente contestabile che dovrebbe portare ad un’inversione di rotta immediata soprattutto alla luce della pesante crisi idrica.

Urge un profondo cambiamento del sistema passando dalla pianificazione dell’offerta, alla gestione della domanda, rimettendo al centro la tutela e gestione partecipativa dell’acqua e dei beni comuni.

Com'è umano lei...




Sto piombando in un marasma agghiacciante“, “Abbia pietà“, “Com’è umano, lei!“.
« C’era uno che si chiamava Fracchia, Giandomenico Fracchia. Ed era un nevrotico, uno che di fronte ad una ragazza che gli piaceva non riusciva a spiccicar parola, e di fronte al capufficio si cagava addosso. Ed è una malattia molto comune, cioè un eccesso di paura, di timidezza. »
Così io ricordo Paolo Villaggio:  Fracchia sulla poltrona a sacco, disegnata da Piero Gatti…era il 1968, ero bambina e per continuare una frase da me scritta oggi e nata da una frase molto bella letta su fb (qualche volta capita) il destino giocando con il Lego aveva costruito una bambina con tutti i suoi mattoncini a posto, poi la vita, gli incontri, gli scontri, da sola o gli altri si fanno cedere  i mattoncini , cambiano posto, si perdono…ma torniamo a Fracchia e  la rappresentazione di una realtà, con l’esasperazione dell’ironia, le lacrime dal ridere e poi il pensarci bene: in fondo è così per la maggior parte di noi..le lacrime diventavano anche amare.
Ricordo anche che un paio di anni fa portai come esempio sul coraggio o l’alzata di capo imprevista in uno scritto mio il Rag. Fantozzi e la rappresentazione del coraggio vero, forse perchè proprio scaturiva da una figura che rappresentava il “sommesso”, la vittima del potere, l’uomo della strada, l’uomo che deve accettare che la bilancia  è taroccata   c’è chi pesa, vuoi per bravura, vuoi per furbizia, vuoi per giuste catene, per cattiveria e chi questi pesi se li deve portare sulle spalle. La “cagata pazzesca”…del film:  corazzata Kotiomkin ( in originale :Potemkin) , era la rivolta dell’uomo comune sottomesso..l’ ardire improvviso, inaspettato, il liberarsi dei timori, la supremazia del più forte abbattuta…Lo scritto mio venne molto criticato, sopratutto da un gruppo molto intellettuale e molto di sinistra, per intenderci quelli con i braccialetti in sagola rossa, accusandomi di inneggiare alla volgarità ed alla superficialità di filmetti ….
Altro ricordo che ho…”sempre superficiale e volgare”…è quello di Fantozzi e sua figlia…che alla recita dei figli dei dipendenti ….viene abbondantemente derisa….lui Fantozzi, mite, si adombra e reagisce : “la belva umana”, difende il suo cucciolo..Lo difende dalla cattiveria di un mondo che può sì sottomettere lui, ..ma non si deve permettere di offendere la bambina (che lui poi chiama “la babbuina”, ma c’è tanto amore in quel suo dire).
Paolo Villaggio ha semplicemente messo in luce una realtà che pesava a tutti e sopratutto all’ intellighenzia…Ci ha fatto ridere, ridere tanto e dato ai Fracchia, ai Fantozzi, che siamo tanti, tantissimi una posizione di rilievo, di giustizia,  di umanità…peccato solo che nella vita reale pochi riescono ad avere il coraggio di urlare“E’ una cagata pazzesca”...forse perchè non vogliono riconoscersi nel rag. della fabbrica di cioccolato, direttore Dott. Orimbelli…O il rag. Ugo invaghitosi della sig.na Silvana, non vogliono riconoscersi nella  sua grottesca attitudine all’ asservimento psicologico verso il potere,  esempio di uomo medio angariato dalla società ed alla continua ricerca di un riscatto, di una rivincita…ma essendo troppo abituato al sentirsi inferiore, qualunque forma di riscatto è di brevissima durata, qualunque atto di coraggio è limitato all’attimo…per poi ripiombare in una sorta di tormento psicologico, come se l’intelligenza in verità fosse solo un dono destinato a chi ha potere a chi è riuscito….stranamente e spesso non è così, la verità sta semplicemente nel  film a cui noi partecipiamo:  “è una cagata pazzesca per nostra scelta e volontà troppo spesso”. Così anche se possiamo ritagliare un nostro “spazio” per volare, preferiamo richiudere la gabbia…intanto i nostri mattoncini si staccano…e si” piomba in un marasma agghiacciante….con grande sollazzo dell’ipocrisia.
Riccarda 

domenica 2 luglio 2017

RIGOSI E LA SUA LOCOMOTIVA





Rigosi era un aiuto macchinista (fuochista) delle Ferrovie italiane. È noto perché il 20 luglio 1893 si impadronì di una locomotiva in sosta e la lanciò sui binari alla velocità di 50 km/h, che per quei tempi era davvero notevole. La sua intenzione era quella di andare contro a un treno di lusso che vedeva transitare quotidianamente per distruggerlo, ma il personale tecnico delle ferrovie riuscì a deviare la corsa, e così finì con lo schiantarsi contro sei carri merci in sosta lungo una linea morta della stazione di Bologna.   La locomotiva era la 3541, una delle 130 unità comprese nel gruppo 350 della Rete Adriatica; trainava il treno merci 1343. In una sosta nella stazione di Poggio Renatico, approfittando dell'assenza del macchinista titolare Carlo Rimondini, Rigosi (che lavorava in quella stazione) l'aveva staccata dal convoglio in questione e l'aveva portata via. Dopo essersi schiantato nella linea morta, nonostante il poderoso impatto, Rigosi ne uscì ancora vivo (ma in pessime condizioni). Fu ricoverato in ospedale, dove gli si dovette amputare una gamba, e il suo volto restò sfigurato da numerose cicatrici.   Nessuno seppe mai il vero motivo del suo folle gesto, ma un cronista della Gazzetta Piemontese riportò che, dopo il ricovero, l'uomo si lasciò sfuggire la frase:[1]   « Che importa morire? Meglio morire che essere legato! »   Non ricevette nessuna pena giudiziaria, ma soltanto un esonero dal servizio in ferrovia per motivi di salute (e non un licenziamento netto) e la corresponsione di un sussidio non molto elevato. Però quando, al ritiro del sussidio, lesse il motivo dell'esonero (“buona uscita”), cambiò idea e si rifiutò di firmare. Accettò di ritirare la somma solamente dopo che la motivazione venne sostituita con “elargizione”.   Rigosi era di idea profondamente anarchica, e queste sue azioni vennero da molti interpretate quindi come un disperato gesto di protesta contro le difficilissime condizioni di vita e lavoro dell'epoca e contro l'ingiustizia sociale che, a quel tempo, si manifestava in forme inaccettabili in tutti gli ambienti, e quindi anche nel mondo del suo lavoro, quello del trasporto ferroviario. In esso le carrozze e i convogli di prima classe erano di gran lusso, e per le "classi" inferiori c'erano carrozze completamente fatiscenti e scomode.

sabato 1 luglio 2017

Con il Venezuela bolivariano, contro ogni restaurazione liberista

La storia la scrivono i vincitori. E’ una massima ormai consolidata ma non corrisponde sempre al vero. Oggi i “vinti” o quelli che potrebbero essere tali hanno mezzi eguali a quelli dei vincitori per poter dirigere le coscienze popolari e, quindi, cambiare l’etica prevalente, il comune modo di sentire, la terribile e impalpabile figura dell’”opinione pubblica”.
In queste ore in Venezuela, ad esempio, si stanno vivendo momenti drammatici: militari lanciano appelli via Internet incitando alla rivolta contro il legittimo governo di Maduro e lo fanno dopo mesi di martellamento mediatico in cui molti morti per vicende altre, spesso del tutto private e non legate a manifestazioni antigovernative, sono stati mostrati come martiri di una repressione che non è mai avvenuta.
Quando la discordanza delle versioni esiste e quando questa riguarda un paese che ha una impronta di riforme socialiste e comunque popolari e proletarie, allora la grande macchina dell’informazione si mette in moto per distruggere la verità fattuale e per mostrare “quei comunisti del Venezuela” come i soliti sovvertitori del benessere mondialmente stabilito.
Sono d’accordo con chi sostiene che il Venezuela non è un paese che si piega con facilità alla volontà dell’imperialismo. Nemmeno il Cile di Allende era disposto ad accettare le influenze americane quando intraprese, con una certa audacia, la via della nazionalizzazione delle industrie, un programma di redistribuzione della ricchezza a favore delle lavoratrici e dei lavoratori.
I tempi sono diversi, si potrà dire. Ed in effetti è così, ma le reazioni delle grandi centrali del potere economico contro un popolo che tenta di autogovernarsi senza intromissioni capitalistiche sono sempre reazioni incontrollabili, ingestibili se non con una generale rivolta che appoggi il governo e che lo sostenga.
Nel 1871 la Comune di Parigi, primo esperimento di governo proletario, venne soffocata nel sangue proprio dagli antesignani di coloro che oggi dicono, come allora sostenevano Thiers e i suoi referenti borghesi, che l’ordine andava ristabilito per il bene della nazione, per la Francia intera.
C’è sempre, al centro di tutta questa propaganda mediatico-politica, il tema del bene comune, del benessere collettivo che è l’espediente dei veri “buonisti” di sempre: coloro che spacciano per comunità l’interesse esclusivamente privato ed utilizzano istituzioni, governi locali e centrali per sostenere i loro affari.
Del resto l’analisi marxiana su struttura e sovrastruttura è lì nei testi del Moro, a disposizione dell’acquisizione mentale di ciascuno. E sarebbe bene ritornare ad analizzare la società di oggi con le categorie scientifiche nate con lo studio meticoloso contenuto ne “Il Capitale”: si comprenderebbero non solo i meccanismi che fanno muovere l’economia di mercato e l’accumulazione profittuale ma anche i motivi per cui non si sfugge alla complessità del sistema e ognuno deve necessariamente svolgere la sua parte.
Ciò non è un alibi per i padroni e non è una colpa per i proletari. E’ la semplicissima constatazione che viviamo in un regime in cui non è possibile l’obiettività in merito al bene comune e al suo sviluppo nella società medesima se questo viene da chi ha interesse a non capovolgere lo stato di cose presente.
Proprio oggi, leggevo tra le notizie del mattino, di un padrone che si lamenta perché non può entrare in possesso di un terreno che, a suo dire, sarebbe stato indebitamente utilizzato da un comune di questa Repubblica.
Il padroncino edile si lamenta, piagnucola e si è rivolto alla magistratura perché vuole poter far fruttare il suo terreno che, attualmente, è adibito a parcheggio e quindi svolge una funzione, se vogliamo, di “bene comune”.
E, nel lagnarsi, esprime un concetto perfetto, chiaro, esemplare nella sua sintesi di ciò che è il capitalismo in ogni suo ambito: “Noi siamo imprenditori. Il nostro interesse è fare impresa e non curare gli interessi pubblici.“.
In questa frase c’è tutto. Senza ipocrisie, con grande franchezza e anche grande cinismo – che è una necessaria derivata di molti “imprenditori” (scusate, ma io preferisco chiamare le cose e le persone col loro nome e questi sono e restano dei “padroni”) – questo signore ha detto la verità oggettiva dei fatti: tanto in Italia quanto in Venezuela chi sostiene politiche per il “bene comune” e non è un comunista (la parola non a caso questo vuol dire: rendere tutto comune, far sì che tutto sia pubblico e fruibile liberamente senza la mediazione fittizia del denaro, eliminando la trasformazione d’ogni cosa e persona in “merce” sfruttabile economicamente), mente necessariamente.
Un padrone che vuole rovesciare il governo Maduro per “il bene comune” non lo fa per il popolo ma perché ritiene che le politiche socialisteggianti dei rivoluzionari bolivariani siano un danno per la sua di economia, per le sue tasche.
Per questo bisogna reagire ovunque e smetterla di credere che la parola “sinistra” possa adattarsi a partiti che sono i più diretti interpreti delle politiche del liberismo moderno.

E nemmeno la categoria del “centrosinistra” è restaurabile oggi: ha portato, per la maggiore, a depotenziare i valori di solidarietà, civismo, uguaglianza e giustizia sociale, nel complesso, che si erano formati in decenni di conquiste del movimento delle lavoratrici e dei lavoratori.
Riconoscere il proprio nemico è fondamentale per recuperare una chiara distinzione tra chi sfrutta e chi è sfruttato.
Chi ha assaltato la Corte suprema venezuelana con un elicottero e vi ha sganciato sopra delle granate non è dalla parte del popolo ma dalla parte dell’imperialismo, del grande potere economico, di ogni padrone che vuole veder terminare l’esperienza di riscatto popolare che Chavez aveva portato avanti con durezza, indubbiamente, ma con la volontà di capovolgere una società misera in cui versava il suo paese.
Sostenere il venezuela bolivariano vuol dire aiutare la causa della liberazione dell’uomo dalla schiavitù del capitale. Sono tutti piccoli passi, magari per noi. Ma per i venezuelani sono la possibilità di non precipitare, come accadde al Cile del 1973, in un vortice di paura e miseria.

Australia. tra il bene e il male

L'Australia ....terra di sole ,mare ,natura incantevole ,terra selvaggia, terra abitata da esseri viventi bellissimi ,da piante particolarissime e belle ad animali magnifici !
Terra bella e diffidente, terra che ; se per caso vuoi andare a visitarla ,devi essere al cento per cento come dicono loro,non si transigge..
Già si avverte all'arrivo in terra australiana, ......sin dall' aereoporto !!! Controlli inauditi , ora ;  sappiamo ke da quel "11settembre2001" i controlli sono raddoppiati ,intensificati ,rischio attentati , perquisizione bagaglio ,etc,  va bene ...ok ..ma l'esagerazione ke viola qls forma di privacy NOOOOO... addirittura se ki arriva, dikiara di dover avere a ke fare cn un tizio,o  ditta o fabbrica ,la polizia dell'aeroporto può controllare, pretendendo informazioni su tizio ,o, ditta..dopo estenuanti perquisizioni,il "test psicologico a cui si è sottoposti durante il controllo bagaglio e divieti assurdi sui prodotti da esportare o importare  ......un esagerazione così a volte può nascondere qualcosa di... marcio.. e  può avere mille significati,centinaia di varianti..
Infatti mentre tanto rigore da una parte....esiste un'altra parte,quella fatta  da cristiani ,cattolici che .......
La Royal Commission australiana ha terminato la sua inchiesta e accusa 1880 preti di essere predatori sessuali seriali.
 Uno stretto collaboratore di Bergoglio, che non solo ha coperto i preti stupratori, ma egli stesso è accusato di due episodi criminosi.
Trattasi di Pell tra i suoi più fidati consiglieri,  che non  allontanerà fino a quando non ci sarà una sentenza.
Garantismo giudiziario prevale su ogni forma di Opportunità Morale.
Lo stupro sistematico dei minori, ipocritamente condannato in pubblico, per il clero cattolico è una modalità irrinunciabile per esercitare il potere sulle masse
E’ l’effetto degli stupri sistematici da secoli sui minori.
La Royal Commission ha accusato la Santa Sede di aver negato ogni collaborazione perché alle richieste di informazioni hanno risposto che non era possibile né appropriato fornirle.
In Australia, grazie a Bergoglio, il clero cattolico ha scritto una ennesima pagina nera della loro omertà su uno dei crimini più odiosi.

#Morbillo, oltre 3mila i casi e due decessi. NO-VAX KILLER INCOSCENTI

Da inizio anno i casi di morbillo in Italia sono stai 3232 di cui 2 decessi, con un altissima percentuale di non vaccinati, circa l'88% mentre il 7% era vaccinato, ma con una sola dose; a questo si va ad aggiungere una percentuale pari al 35% di soggetti che presentavano almeno una complicanza, il 40% che è stato ricoverato ed il 22% finito in pronto soccorso. A tal proposito il ministero della Salute e l’Istituto superiore della sanità hanno avviato la pubblicazione di un’infografica che fornisce un'ampia panoramica sulla distribuzione dei casi segnalati al Sistema di Sorveglianza Integrata Morbillo e Rosolia.

Oltre ai dati già riportati si scopre che quasi tutte le Regioni (18/21) hanno segnalato casi, ma il 90% proviene da sette: Piemonte (590 casi), Lazio (più di 1000 casi), Lombardia (479 casi), Toscana, Abruzzo, Veneto e Sicilia, l’età mediana dei casi è pari a 27 anni. La maggior parte dei casi (73%) è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni; mentre 192 casi avevano meno di un anno di età, inoltre 246 casi segnalati sono stati tra operatori sanitari. Non sono stati segnalati casi di morbillo invece in Valle d’Aosta, il Molise e la Sardegna.

giovedì 29 giugno 2017

L' orizzonte...è un punto il suo sguardo va oltre

Non ho alcuna intenzione di fare buonismo, anche perchè non sono buona, ma quest'uomo a differenza di tanti altri, troppi,  ha qualcosa che colpisce..il suo sguardo perduto lontano e  si posa delicatamente sulla sua terra, sulle sue radici, cultura ed abitudini devastati, distrutti dalla ferocia umana la ferocia non ha razza, non ha religione, non ha Dio o dei, l'uomo nel suo essere è cattivo, deve dominare le menti e per farlo deve per forza colpire proprio nelle radici, nel cuore, nelle idee, nei sentimenti...L'uomo guarda oltre l'orizzonte, l'orizzonte è un limite, lo sguardo cerca di vedere quello che ha perso e sa che è in terra non sua..sa che non è nemmeno molto tollerato e per colpa anche dei suoi "fratelli"..già fratelli troppo spesso vili, troppo spesso assassini, non disposti ad adeguarsi, nemmeno grati, perchè lo dovrebbero? Beh..forse perchè anche il nostro mondo viene scombussolato, siamo tutti vittime...il convivere sta in  un giusto rapporto di rispetto, regole, leggi e numeri.
Guarda la distesa del mare..non è solo,  con lui la figlia,  una ragazzina che cerca di distrarlo, di mostrargli delle foto ...la ragazzina che crescerà non come lui vorrebbe ma mutando la sua cultura, adeguandosi..è un uomo che sa che si deve adeguare, si, alcuni lo sanno, pochi ormai, le nuove ondate migratorie hanno qualcosa che non va,...quest'uomo sa che lo deve fare, deve accettare l'ospitalità rispettando ed accettando una diversa cultura, vivere ed accettare le altre usanze, la ragazzina crescerà, già è più occidentalizzata..deve essere un uomo colto, un uomo saggio che comunque spera di tornare a casa sua, a lui la sua terra manca.

Gli italiani quando emigrarono in lontane terre, la situazione era diversa comunque,  erano terre  in espansione, ma certamente non furono teneri con chi arrivava,    sapete che erano in quartieri come Little Italy ed i vecchi non hanno mai dimenticato il loro dialetto se non addirittura mai imparato l'inglese? Erano i quartieri in cui le radici venivano mantenute, (nel bene e nel male), perchè quando l'onda migratoria  ha numeri da capogiro, c'è di tutto in mezzo, proprio di tutto, .per adeguarsi e cambiare beh almeno due generazioni. Oggi la situazione ovviamente è diversa e solo uno scemo può paragonare la nostra migrazione con le ondate di oggi  perchè i nostri luoghi non hanno più nulla da offrire, non siamo in espansione, tutt'altro. ...Gente che scappa...gente di tutti i tipi...gente come quest'uomo triste, ma pensa che la figlia potrà avere un avvenire migliore o gente che cerca solo di avere dei benefici, gente che piange, gente che ghigna.
Ma...una cosa è certa quest'uomo soffre....la sua vita non trova un senso, una collocazione  lo si legge nel suo sguardo,  il suo perdere cultura, storia, affetti, abitudini è per colpa anche dei suoi  "fratelli" come tra l'altro si chiamano fra loro quelli dell'ISIS  e poi gli interessi dei grandi dal cuore piccolo...ma lui guarda il mare...e nei suoi occhi scorrono le immagini della sua terra, dei luoghi, degli amici..delle sue preghiere..i suoi occhi sono come quella scatolina che usavamo da bambini...si infilava una ruota con piccole diapositive si faceva girare con il dito e si vedevano città, o personaggi delle favole, lo stereoscopio, si nel suo sguardo scorrono immagini, immagini di pace, di sorrisi, di una vita normale.. gli occhi diventano lucidi.  Vedendo quest'uomo dimentico  la mia ormai poca tolleranza di oggi.
Aiutarli a casa loro, dicono gli ipocriti che vanno li per massacrarli e cambiare abitudini...e di contro oggi stranamente questi grandi dal cuore piccolo hanno deciso che dobbiamo essere noi a cambiare le nostre..il pericolo è proprio forzare le persone a casa loro o fuori casa loro, l'ondata  più che un'aspetto umanitario sembra qualcosa di studiato a tavolino...Hanno deciso il più debole soccomberà...vi viene difficile pensare che saremo noi?

Pace a te ed agli angeli che ti stanno a sinistra e destra : As Salam Aleikum ..(poveri angeli ormai anche loro senza più storia.)
Riccarda 

mercoledì 28 giugno 2017

Una vergognosa follia..

La follia dei NO-VAX è disarmante e apre a nuove frontiere comunicative criminose: Una stella gialla, come quella imposta agli ebrei nell’Europa nazifascista, ha preso a circolare su Facebook con una inquietante frase sovrapposta: bambino non vaccinato.. i bambini che non possono essere iscritti a scuola perché i genitori si rifiutano di vaccinarli sarebbero come i piccoli ebrei discriminati. Poco importa a questi irresponsabili che la differenza tra le due situazioni sia eclatante. I bambini devono essere vaccinati per la propria protezione sanitaria e per quella della comunità scolastica in cui sono inseriti; mentre per i bambini ebrei marchiati dalla stella gialla c’era solo discriminazione e condanna a morte.


Caricature del Ministro Lorenzin in uniforme nazista rafforzano questa teoria: l’obbligo vaccinale sarebbe una pratica nazista.
 

Siamo convinti che l'obbligo delle vaccinazioni renderà le scuole più sicure proteggendo sia i bambini vaccinati, sia quelli che non si sono ancora vaccinati, sia quelli che non si sono potuti vaccinare – magari perché stanno guarendo da gravi malattie come una leucemia. Quando parliamo del diritto allo studio ricordiamoci che anche i bambini immunodepressi, trapiantati o ammalati – nei quali i vaccini sono controindicati e infezioni come il morbillo possono essere letali – hanno il diritto di frequentare le scuole e studiare senza rischiare la vita. Questo diritto prevalente rispetto alle idiozie che invocano i genitori che non vogliono vaccinare i figli sulla base di pericolose bugie senza nessuna base scientifica.

Non contenti di mettere a rischio la salute dei propri figli e di tutta la comunità che, al di sotto del 95 per cento di vaccinati, perde l’immunità di gregge che impedisce ai virus di circolare, questi personaggi utilizzano in modo vergognoso un simbolo del dolore e della persecuzione.

Troviamo assolutamente criminoso che la stella gialla, simbolo di discriminazione prima, e morte poi, per 6 milioni di ebrei, venga usata per campagne politiche. Usare i morti nelle camere a gas è una pratica ripugnante e offensiva, soprattutto per coloro che non ci sono più e non possono dire nulla. Chiedo l’immediata cessazione di questa campagna che non solo sminuisce e banalizza la Shoah, ma contribuisce a avvelenare l’intera società civile con un linguaggio estremo.